A rischio anche gli ospedali: cosa può succedere in autunno

Gli aumenti record delle bollette di luce e gas minacciano la sanità pubblica e privata. La Fiaso chiede al Governo un contributo straordinario per continuare a garantire i servizi

Che il caro vita, e in particolare gli aumenti record delle bollette energetiche (nel 2023 sarà un massacro: la tabella con gli aumenti), avesse messo in ginocchio le famiglie italiane è cosa ormai tristemente nota e diffusa. Oltre ai cittadini e alle imprese, a rischiare forti disagi, o peggio, sono anche alcuni settori essenziali come quello della sanità, sia pubblica sia privata.

In assenza di tempestivi interventi da parte dello Stato, il rischio concreto è quello di un taglio dell’erogazione dei servizi. L’allarme è stato lanciato dalle aziende sanitarie, ma anche da Comuni e Province, che devono fare (letteralmente) i conti con le entrate falciate già dall’emergenza Covid.

Ospedali e cliniche a rischio: costa sta succedendo

Asl e ospedali devono fari i conti con rincari di luce e gas divenuti insostenibili per i loro bilanci. “Non si tratta semplicemente di semplici voci di uscita in un bilancio, ma di servizi per il cittadino e per i pazienti”, ha sottolineato Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere.

Il maggiore esborso per l’energia si accompagna anche a un’altra piaga economica: l’aumento degli importi contrattuali da parte delle aziende fornitrici di servizi. “In qualche caso, stanno già chiedendo la revisione dei prezzi“, sottolinea Migliore. Il risparmio energetico, inoltre, per quanto possibile, “negli ospedali è marginale perché è estremamente difficile ridurre il consumo energetico, considerando il grande numero di macchinari che devono necessariamente essere attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7″.

Non è infatti percorribile la strada dei “razionamenti” per quanto riguarda sale operatorie e apparecchi di radiodiagnostica, TAC e PET, per non parlare delle delle delle terapie intensive. Le stesse preoccupazioni agitano anche il settore della sanità privata. Il Gruppo San Donato stima nel 2022 un aumento dell’890% del costo del gas di circa e del 260% di quello dell’energia elettrica (anche i supermercati iniziano a chiudere: ne abbiamo parlato qui).

La richiesta allo Stato: un contributo extra

Lanciando l’allarme, la Fiaso chiede e sottolinea la necessità di un contributo straordinario da parte del Governo. Un contributo, evidenzia Migliore, “adatto a garantire la copertura totale delle spese aggiuntive per le bollette in maniera da poter sterilizzare nei bilanci gli effetti del costo extra dell’energia così come già fatto peraltro per l’emergenza Covid”.

Già a inizio 2022 la Federazione aveva stimato un incremento della bolletta energetica pari al 30%, chiedendo lo stanziamento di risorse straordinarie pari a 500 milioni di euro. Lo Stato è intervenuto stanziando meno della metà dell’importo richiesto (200 milioni di euro). Una somma che, sottolinea Migliore, si è rivelata “insufficiente” alla luce dei nuovi rincari.

Il settore privato

Il periodo post-emergenza “richiede la disponibilità di tutte le risorse possibili per recuperare le prestazioni sospese e far fronte agli impegni presi con i cittadini”, afferma la Fiaso. Da parte sua la presidente nazionale dell’Associazione italiana ospedalità privata, Barbara Cittadini, chiede di “inserire le aziende ospedaliere a pieno titolo nell’elenco delle imprese energivore e gasivore” per far fronte a un aumento nei costi di gestione più che triplicato.

Il settore privato sottolinea “un immediato e adeguato incremento delle risorse finanziare per il Servizio sanitario nazionale di 1,6 miliardi di euro, da utilizzare a copertura dei maggiori oneri e da ripartire equamente fra gli erogatori di diritto pubblico e di diritto privato”.