Boom senza precedenti per il super metallo che abbiamo ovunque

Crescono i timori per la crisi delle materie prime: la Russia è una vera e propria miniera d’oro nel settore, il conflitto e le sanzioni spaventano il mondo

Una drammatica emergenza si aggrava ora dopo ora nel conflitto tra Russia e Ucraina. Quella sul versante umanitario, con decine di migliaia di morti, feriti e milioni di profughi. Ma anche quella economica, sui mercati, che sta provocando l’aumento dei costi e la corsa al rialzo, in particolare per alcune tipologie di materie prime.

Uno degli effetti più evidenti di questa crisi riguarda la crescita esponenziale dei prezzi del nichel, metallo presente in moltissimi oggetti di uso comune, ma soprattutto nella produzione dell’acciaio inox e delle batterie a ioni di litio utilizzate per le auto elettriche, di cui la Russia è il terzo produttore mondiale. Di seguito i dettagli della situazione.

Nichel, l’impennata del prezzo

La Borsa dei Metalli di Londra (indicata con l’acronimo LME, che vuol dire London Metal Exchange, la più grande piazza di scambio della City per questa categoria) è stata costretta a sospendere le quotazioni del nichel, fermo a 48.078 dollari la tonnellata (equivalenti a circa 44 mila euro, un aumento già considerevole, attorno al 66,25%), ma nella seduta asiatica l’incremento del prezzo è stato addirittura del 111%, superando i 100 mila dollari la tonnellata. L’impennata del nichel è arrivata subito dopo che le banche hanno diminuito i propri rapporti con i fornitori russi di materie prime. Le principali compagnie internazionali di trasporti evitano i porti chiave del paese, facendo aumentare notevolmente i prezzi dei metalli.

I timori per la guerra

Per dare un’idea di quanto sia cresciuto il prezzo del nichel in questi giorni, basta ricordare che questo metallo – che aveva chiuso il 2021 a 20.757 dollari alla tonnellata – negli ultimi 5 anni era aumentato di 11 mila dollari, mentre soltanto nell’ultima settimana il prezzo è salito di 72 mila dollari alla tonnellata. A causa del perdurare del conflitto e delle sanzioni imposte dall’Occidente su molteplici livelli, gli investitori temono sempre di più che la Russia non riesca più ad esportare la propria produzione al ritmo attuale, ed è per questo che il prezzo è schizzato al punto tale da sospenderne le contrattazioni.

Come viene utilizzato

Il nichel è un metallo che viene utilizzato ovunque; si trova nelle monete, nella bigiotteria, nei nostri smartphone e persino negli accendini. Ma è soprattutto in ambito industriale che il nichel è considerato indispensabile: appartiene al gruppo del ferro, è duro e resistente ma al tempo stesso duttile e malleabile, oltre a essere conduttore abbastanza valido di calore e di elettricità.

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Dove viene estratto

Oltre alla Russia, le principali riserve al mondo si trovano in Australia e Nuova Caledonia. Si stima che sul nostro pianeta vi siano circa 130 milioni di tonnellate, mentre la produzione mondiale annua supera le 500 mila tonnellate. Con le attuali riserve, l’approvvigionamento dovrebbe essere garantito per i prossimi 150 anni.

La situazione dei metalli simili

Anche il prezzo di altri metalli come lo stagno, lo zinco e il rame è al rialzo a causa della possibile interruzione delle forniture. Il palladio, utilizzato dai costruttori automobilistici per ridurre le emissioni, è schizzato al suo massimo storico dopo le sanzioni alla Russia, Paese che risponde circa al 30% mondiale della fornitura di questo elemento chimico.

Le prospettive

I prezzi – secondo gli analisti di mercato – resteranno altamente volatili fino a quando il reale impatto del conflitto sull’offerta di materie prime non sarà più chiaro. Una situazione difficile per l’automotive, che registrava numeri negativi a livello globale già da prima della guerra in virtù dei due anni di pandemia e della crisi dei chip e dei semiconduttori.