Bollette, nuova stangata su luce e gas: come tutelarsi dagli aumenti

Con le compagnie energetiche che cambiano le condizioni dei contratti e alzano le tariffe, difendersi dai rincari diventa arduo. Ecco i consigli delle associazioni dei consumatori

La crisi energetica globale fa sentire sempre più i suoi effetti, soprattutto in Paesi come l’Italia (qui abbiamo parlato degli scenari dopo l’allarme “definitivo” sulle forniture di gas russo). Da mesi le bollette di elettricità e gas registrano aumenti consistenti e ora raggiungono livelli record. Da inizio 2022 ormai le compagnie energetiche informano i loro clienti che cambieranno i contratti e alzeranno le tariffe.

Una pratica condannata a furor di popolo dai contribuenti, ma perfettamente legale anche nel caso del fantomatico “prezzo bloccato”. Ma come difendersi dai rincari allora? L’unica chance per le famiglie è quella di scegliere l’offerta migliore sul mercato libero o su quello tutelato.

Aumenti stellari di luce e gas: ecco di quanto

Il mercato libero sta riservando vere e proprie batoste per imprese e famiglie italiane, che in questi giorni “stanno ricevendo comunicazioni di recesso o modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali dai vari operatori”. Lo riferisce l’associazione Consumerismo No Profit, secondo cui il peggioramento delle condizioni economiche offerte ai consumatori porterà ad aumenti nella misura inedita del 300%.

Un kilowattora, ad esempio, “viene offerto a 0,60 euro, quando in condizioni di normalità il prezzo medio era di circa 0,22 euro” (inflazione e caro bollette, quanto ci guadagna lo Stato? Ne abbiamo parlato qui).

Mercato tutelato e tariffe più convenienti: come difendersi dai rincari

Sempre Consumerismo, come riporta anche Il Sole 24 Ore, consiglia agli utenti “di tornare il prima possibile alle condizioni di tutela” sia per quanto riguarda l’energia elettrica sia il gas. Questo perché, “nonostante le tariffe siano ancora elevate, le condizioni sono regolate da Arera“. Si evita dunque “il rischio di rinegoziazione anticipata delle condizioni economiche da parte degli operatori”.

I consigli dell’Associazione Nazionale Consumatori

Le medesime considerazioni sono condivise anche dall’Unione Nazionale Consumatori, che però sottolinea la difficoltà nel trovare una soluzione univoca ed efficace per tutti. Come ha osservato a Il Sole 24 Ore Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’associazione, prima di metà 2021, quando cioè gas ed elettricità hanno iniziato ad aumentare, sul mercato libero la maggior parte dei contratti era a tariffa fissa “per bloccare prezzi che allora erano convenienti”.

Oggi invece chi stipula un contratto a tariffa fissa, “rischia di ritrovarsi fra un anno con bollette salate“. Attualmente la maggior parte dei contratti sul mercato libero è infatti a tariffe indicizzate, “che possono scendere dagli attuali livelli”. Quelli sul mercato tutelato (che comunque finirà nel 2024) “sono tutti indicizzati, ogni tre mesi”.

Call center e consumi

Le compagnie energetiche sono vincolate a comunicare le variazioni di contratto con almeno tre mesi di anticipo. Questo permette all’utente di confrontare le tariffe del mercato libero e del mercato tutelato, che si trovano sul portale dell’Arera. L’Unione Nazionale Consumatori si raccomanda su un punto in particolare: non accettare nessuna proposta avanzata da call center. La situazione particolarmente incerta degli ultimi tempi ha infatti innescato un marketing telefonico decisamente aggressivo, che sottopone all’utente condizioni che vanno a esclusivo vantaggio di chi propone.

Non è tutto: l’associazione spinge i cittadini a imparare a risparmiare e a contenere i consumi energetici. Una strategia che passa inevitabilmente dall'”educazione” privata, domestica, e dalla comprensione di quanta e quale energia viene “sprecata” in eccesso, senza un reale riscontro per il nostro benessere. In questo senso l’aumento record delle bollette può essere un’opportunità per “allenarsi” a un utilizzo più responsabile di condizionatori (in estate) e riscaldamento (in inverno). Anche la differenza di un singolo grado, spiegano gli esperti, può consentire un notevole risparmio. Per le tasche e per l’ambiente.