Bitcoin e gli altri, valore alle stelle: la classifica dal 2011

Diverse grandi multinazionali non avevano alcun valore economico un decennio fa. Oggi fatturano miliardi, facendo le fortune di chi scelse di investire su di loro

Sarà capitato a tutti di mettersi le mani nei capelli per un rimorso, un’occasione mancata, un’opportunità all’apparenza allettante ma che poi non è stata colta. Nella maggior parte dei casi le intuizioni che tendiamo a scartare finiscono nel dimenticatoio, ma ci sono casi in cui non aver sfruttato un’occasione porta con sé una buona dose di rammarico e rimpianti, anche a distanza di parecchio tempo.

Alcuni dei marchi più noti al mondo di oggi erano perlopiù sconosciute nel 2008, anno in cui la più grande crisi del Dopoguerra metteva in ginocchio l’economia globale, ridisegnando le gerarchie planetarie in termini di solidità e affidabilità degli investimenti.

Solo a partire dal 2011 è stato possibile vedere qualche segnale di ripartenza. La fiducia degli investitori internazionali ha ripreso a salire, ovunque gli Stati nazionali hanno puntato sulle nuove frontiere della contemporaneità, dall’economia circolare alla sostenibilità ambientale.

E così – grazie all’aiuto apportato dalla rivoluzione tecnologica – abbiamo assistito ad una crescita esponenziale che ha rilanciato la nostra società come poche altre volte nella storia dell’uomo.

I veri protagonisti di questa ripresa collettiva hanno nomi e cognomi oggi conosciuti in tutti gli angoli del globo, realtà che dettano le regole del mercato (e non solo) ma che appena dieci anni fa erano solo progetti embrionali, esplosi nel tempo grazie alle indiscusse capacità dei loro fondatori (qui il nuovo fenomeno di Shiba Inu).

In dieci anni valore economico aumentato a dismisura

La pandemia mondiale da Coronavirus ha parzialmente stoppato questa risalita senza precedenti. Ma nel 2021 alcuni indicatori ci mostrano come – forse – il peggio possa essere alle spalle. Osservando la situazione americana possiamo infatti notare come Dow Jones e Nasdaq stiano toccando i loro massimi storici, compensando la contrazione avvenuta da febbraio 2020.

Le grandi realtà dell’imprenditoria hanno ricominciato a mostrare fatturati record, moltiplicando il loro valore economico con numeri da capogiro. Ma la domanda è: in quanti ci avrebbero scommesso dieci anni fa? Avendo avuto a disposizione 1000 euro da investire a metà 2011, quale sarebbe stata la scelta ad oggi più remunerativa?

I dati pubblicati da Google Finance (aggiornati al 12 ottobre 2021) mostrano come le cosiddette Big Tech –  in particolare Microsoft, Apple e la stessa Google – abbiano registrato un incremento di oltre il 900%, facendo lievitare il loro rendimento di 10 volte rispetto allo scenario di partenza.

Meglio di loro fa Amazon, la creatura del magnate americano Jeff Bezos che ha rivoluzionato per sempre il concetto di commercio elettronico. I suoi numeri infatti segnano un aumento del 130% su base decennale (avendo investito 1000 euro, oggi se ne avrebbero per la precisione 13.158).

Crescita record dal 2011 ad oggi

Scenari da fantascienza, ma è solo un assaggio di quello che Google Finance ci dice tramite la sua ultima analisi. Sì perché i nomi citati non arrivano neppure ai piedi del podio di coloro che hanno visto volare il proprio valore nell’ultimo decennio.

Al quarto posto troviamo infatti Netflix, la piattaforma streaming più famosa del mondo fondata in California nel 1997 (qui articolo di QF su Squid Game), con una crescita pari a 37 volte la posta rispetto al capitale iniziale.

Terza piazza per la meno conosciuta Nvidia, azienda tecnologica statunitense che sviluppa e produce processori grafici per computer, console e digital devices. Le sue azioni in borsa sono aumentate del 58% solo negli ultimi 9 mesi (a causa della carenza mondiale di microchip): se uno avesse scelto di puntare i famosi 1000 euro, oggi ne avrebbe la bellezza di 71.362.

Al secondo posto si colloca Tesla, l’azienda che grazie alla guida di Elon Musk ha contribuito a cambiare per sempre il settore delle batterie e contribuire alla crescita dell’industria delle auto elettriche, con mire espansionistiche che non risparmiano neppure l’ingegneristica e la robotica spaziale. Così in dieci anni il valore di Tesla è moltiplicato di oltre 140 volte (141.165 euro contro i mille di partenza).

Ma la sorpresa finale è di quelle che fanno tremare i polsi. Il rendimento più importante lo ha infatti avuto Bitcoin, la prima criptovaluta al mondo creata 13 anni fa. Per coloro che si sono imbattuti in questa novità tra il 2011 e il 2021, la somma investita è cresciuta di 13.800 volte, portando un valore base di 1000 euro alla cifra monstre di 13.799.469 euro (qui la crescita inarrestabile delle criptovalute).

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