Ci sono sempre meno Bancomat, mazzata sui prelievi in arrivo?

Sembra essere già scattato l’aumento delle commissioni per chi ritira denaro contante presso gli sportelli: sempre più italiani scelgono di non farlo più

Che l’Italia sia un Paese per vecchi non è una novità. A certificarlo sono stati i diversi censimenti della popolazione realizzati dall’Istat nel corso degli anni, uno strumento che ha permesso di fotografare l’andamento demografico in Italia dal Dopoguerra ad oggi. Nel 2022 sono oltre 13 milioni gli individui presenti sul territorio nazionale ad essere entrati nella fascia d’età over 65, mentre l’andamento generale delle famiglie è quello di fare sempre meno figli (spesso non più di uno) a causa delle gravi incertezze economiche che riguardano il futuro a breve termine.

In quel bacino di cittadini che ha sorpassato gli anni di attività lavorativa e si appresta a godere della pensione, sono moltissimi quelli che ancora oggi non hanno acquisito sufficiente dimestichezza nell’utilizzo delle carte di credito. L’abitudine a saldare ogni spesa di basso valore con l’uso dei contanti è una prassi che si è consolidata lungo tutto l’arco della Prima Repubblica e oggi le persone di una certa età trovano difficoltà nell’adeguarsi al pagamento elettronico.

In Italia i Bancomat rischiano di sparire? Perché molti cittadini non vogliono utilizzare le carte di credito?

Se la prospettiva di un mondo cashless appare oggi più vicina che mai, in Italia il numero di Bancomat forniti in dotazione ai cittadini da parte delle banche e degli istituti di credito è in netta diminuzione rispetto ai primi anni Duemila. L’avvento della moneta unica – coniugato con il sentimento di novità e di progresso che accompagnava i cittadini in un periodo di relativo benessere economico – aveva dato slancio all’utilizzo del pagamento elettronico, visto come l’ultima frontiera di un mondo che si stava adeguando alle novità della rivoluzione tecnologica.

Oggi le tante difficoltà economiche delle famiglie – strette tra il continuo rincaro dei prezzi delle bollette e l’aumento del costo degli acquisti a causa dell’inflazione galoppante – hanno riportato tra i contribuenti un sentimento di precarietà che non si percepiva da tempo. Di conseguenza il contante viene visto sempre più come un bene in pericolo, da custodire e conservare con cura, preferibilmente dentro le mura di casa visti gli interessi irrisori garantiti in questo periodo da banche e assicurazioni.

Aumenti in arrivo per prelevare ai Bancomat: quanto crescerà la spesa per chi ritira denaro allo sportello

E così i Bancomat rischiano di sparire, soprattutto nelle località più piccole e isolate, costringendo i residenti a percorrere diversi chilometri per recarsi a ritirare il denaro contante. In media il nostro Paese perde circa 600 punti di prelievo ogni anno: un trend che evidenzia tutte le problematicità degli istituti di credito, che si ritrovano con la necessità di sostenere costi sempre più elevati per il mantenimento delle filiali e di conseguenza anche dei relativi sportelli per il pubblico.

Come dimostrano diverse testimonianze inoltrate alla nostra redazione, il rischio è che l’aumento degli oneri per le banche (che devono pagare l’assicurazione contro eventuali danni, oltreché stipendiare gli addetti che vanno fisicamente a ricaricare il cassetto) vada a ricadere proprio su quegli stessi contribuenti che si stanno allontanando dall’utilizzo del pagamento elettronico. Le segnalazioni parlano di un balzello tra i 70 e i 90 centesimi per chi ritira contante presso uno sportello diverso da quello della propria banca. Sono i cosiddetti “costi di circolarità“, che si aggiungono alle spese standard che ognuno di noi sottoscrive con il proprio istituto di credito nel momento in cui si diventa clienti.