Automotive, a novembre è crisi nera: tutti i numeri del crollo

Unrae e Centro Studi Promotor evidenziano i numeri impietosi rispetto allo stesso periodo del 2020 (nonostante il lockdown) e del 2021: tutte le cause

È crisi nera per il mercato delle auto, che nel mese di novembre in Italia ha registrato solamente 104.478 immatricolazioni. L’indice fa registrare un calo del 25 per cento rispetto a novembre 2020 e del 31 per cento sullo stesso periodo del 2019. L’andamento negativo degli ultimi mesi sta condizionando pesantemente tutti i risultati  dell’intero anno 2021.

Dallo scorso gennaio a novembre le auto immatricolate sono state 134 mila contro le 120 mila dell’anno scorso, con un recupero che si è ridotto all’8,6% rispetto al 2020, nonostante quel periodo sia stato condizionato da un inasprimento della pandemia e dal conseguente inevitabile lockdown.

Al centro della crisi c’è la mancanza di semiconduttori che condiziona la produzione, allunga i tempi di consegna delle autovetture e rappresenta, secondo l’ultima rilevazione del Centro Studi Promotor, la prima causa dell’attuale situazione secondo l’81 per cento dei concessionari interpellati.

In due anni, una voragine difficile da colmare

Come evidenzia l’Unrae (l’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esterni), in 11 mesi la voragine delle auto perse rispetto al 2019 è di oltre 400 mila unità. Sulla forte contrazione di mercato però pesano anche la situazione economica generale – per il 39 per cento degli intervistati –, il persistere dell’emergenza sanitaria da coronavirus (30 per cento delle risposte) e la demonizzazione del diesel a causa dell’aumento dei prezzi (28 per cento).

“Un altro elemento di debolezza per il mercato dell’auto – evidenzia Gian Primo Quagliano, responsabile della gestione vendite di Promotor – è il disorientamento dei consumatori. Molti automobilisti non si sentono ancora in condizione di passare all’elettrico, ma hanno forti remore ad acquistare auto ad alimentazione tradizionale”.

Poche le aziende che resistono, preoccupa il 2022

A tutto ciò si aggiunge che i finanziamenti per gli incentivi alle auto a zero emissioni o a basse emissioni e per quelle ad alimentazione tradizionale con emissioni non superiore a 135 grammi al chilometro di CO2 sono ormai esauriti. Un tema assai sensibile per il comparto visto che la legge di Bilancio 2022 non prevede misure a sostegno del mercato auto.

Poche le eccezioni tra i diversi brand dell’auto, che registrano flessioni pesanti rispetto a novembre di un anno fa: resistono in terreno positivo Dacia, Dr, Hyundai e Kia, buone le performance su volumi ridotti anche da parte di Porche e Tesla.

Considerando le immatricolazioni dall’inizio dell’anno, spicca il risultato negativo di Renault che rispetto al periodo gennaio-novembre del 2020 perde quasi il 10 per cento di volumi. Cedono parecchio da inizio anno anche altre grandi multinazionali come la casa automobilistica tedesca Ford, le giapponesi Honda e Nissan.

Il Centro Studi Promotor prevede che il mercato dell’auto chiuda il 2021 con un milione e 460 mila immatricolazioni, un livello non adeguato, ribadiscono gli operatori, alla sostituzione del parco circolante italiano attualmente attivo.

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