Estate a rischio? Quanto sono aumentati benzina e biglietti di aereo e treno

Le vacanze degli italiani a rischio. I consumi ripartono ma ancora non basta

Tanta voglia di andare in vacanza ma anche prezzi che crescono. Per chi intende prendere in affitto case nelle località turistiche più gettonate, era già arrivato l’allarme dei prezzi relativi agli affitti: dopo un anno e mezzo di restrizioni, causate dal diffondersi della pandemia, gli italiani hanno voglia di sole e spazi aperti.

Non c’è quindi da sorprendersi che le villette al mare a in montagna siano andate a ruba. Ed è proprio questo, forse, ad aver innescato la dinamica al rialzo dei prezzi, che ha messo sull’attenti molti vacanzieri, soprattutto quelli che intendono sfruttare fino in fondo i vantaggi dello smart working (qui quanto sono aumentate le prenotazioni e i prezzi delle abitazioni nelle location turistiche).

Quanto è aumentata la benzina e quanto i biglietti per navi, aerei e treni

Per chi si appresta a concedersi un viaggio dopo i timori del virus, arrivano altre “cattive notizie”. Aumenta infatti il costo anche per gli spostamenti. Le stime di Confcommercio, organismo italiano di rappresentanza delle imprese impegnate nel commercio, lasciano infatti intravedere un aumento stellare del costo della benzina.

Se confrontato con il 2020, il prezzo della benzina è infatti maggiore del 16,1%. E naturalmente l’incremento del costo del carburante rende più cari i biglietti dei voli intercontinentali (che salgono del 15,4% sul 2020) e del gasolio per mezzi di trasporto (che registra un +15,1%). In alto anche i biglietti dei treni (che conoscono una crescita del 9,4% sull’anno precedente). Meglio di tutti, dal punto di vista, naturalmente, delle tasche dei consumatori, fa il trasporto marittimo. Rispetto a 12 mesi fa, navi e traghetti sono “soltanto” del 2,5% più cari.

La ripartenza dei consumi basta a compensare la crisi economica?

In realtà l’aumento del costo della vita non si concentra soltanto sui servizi smaccatamente destinati al turismo: prendere un caffè, andare a cena e fare un aperitivo è già, circa, per il 2% più caro. Magari, alla base della dinamica di crescita c’è anche il comportamento degli italiani, che hanno accumulato durante i mesi del lockdown e adesso stanno dando fondo ai propri risparmi.

C’è poi anche l’inflazione in aumento (qui quanto è cresciuta a maggio). Ma, per l’associazione dei commercianti, non si riuscirà a recuperare nemmeno un terzo di quanto perso durante la pandemia, perché, se i consumi sono ripartiti con un 3,8%, l’impatto del Covid sul Pil è stimato a 126 miliardi, per un -11,7% del Pil italiano.

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