Allarme per i brand del lusso: cosa sta succedendo ai grandi marchi

L’escalation di tensione sul fronte del conflitto ucraino sta investendo anche i brand internazionali della moda e dell’abbigliamento: ecco lo scenario

Alcune delle società più importanti del mondo del fashion a livello globale rischiano di attraversare una crisi senza precedenti a causa della difficile situazione economica e finanziaria comportata dalla drammatica guerra che si sta combattendo nell’Est dell’Europa tra la Russia e l’Ucraina.

Diversi marchi storici ed iconici attivi nel settore dell’abbigliamento e della moda – come Nike e Abercrombie, ma anche la piattaforma britannica di vendita online Farfetch, la statunitense Pvh e la Capri Holdings del celebre stilista Michael Kors – si vedono costrette a fare i conti con uno scenario in continua evoluzione a causa delle sanzioni sempre più severe che l’Occidente sta imponendo nei confronti di Mosca a seguito dell’invasione voluta dal presidente russo Vladimir Putin.

Allarme per il mondo della moda: l’instabilità delle Borse dall’Europa all’Asia

Il segnale chiaro ed inequivocabile di un trend in forte discesa lo ha dato questa settimana l’indice delle Borse mondiali, tutte in picchiata a causa dello scenario di incertezza e instabilità sul fronte ucraino. Tutte le contrattazioni delle azioni delle grandi case di moda hanno fatto registrare una discesa costante, con diminuzioni a doppia cifra sia nelle piazze di scambio europee che oltreoceano, ma anche nei maggiori listini asiatici di Cina, Giappone e Corea del Sud.

Nell’ultimo mese anche il lusso italiano ha risentito di importanti flessioni sui listini azionari. Alla base del momento di estrema volatilità delle borse mondiali c’è anche un mix di elementi già in essere, che vanno dai problemi della catena di approvvigionamento all’inflazione e all’aumento dei prezzi del gas e dell’energia che ora la guerra in Ucraina ha esasperato, facendo schizzare le preoccupazioni degli investitori.

Crisi del lusso, la questione dei rifornimenti verso la Russia

Una prima conferma arriva dalle dichiarazioni delle principali compagnie di navigazione mercantile al mondo (Maersk, Ocean Network Express, Hapag Lloyd e MSC), che hanno annunciato di aver sospeso temporaneamente tutte le spedizioni di container da e verso la Russia in risposta alle sanzioni occidentali nei confronti di Mosca. L’informazione riguarda in generale il settore della logistica, ma è chiaro che avrà ripercussioni anche sul mondo della moda.

La società danese Maersk, tra i leader globali nel settore – ha spiegato che l’invasione dell’Ucraina sta danneggiando le catene di approvvigionamento e aumentando i costi di spedizione, poiché le rotte di trasporto vengono messe sotto sopra, i prezzi del carburante salgono e alcuni vettori impongono “maggiorazioni per i rischi di guerra”. La conseguenza è che le merci raggiungono i porti di destinazioni accumulando sensibili ritardi.

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Rifornimenti, merci, gestione dei magazzini: tutte le sfide per evitare il tracollo

Oltre alla difficile situazione legata alla supply chain, il mondo della moda si trova a dover far fronte ad una serie di elementi che potrebbero minare la crescita prevista per quest’anno, contribuendo quindi al nervosismo degli investitori internazionali. Una delle questioni chiave pare essere quella relativa alla gestione del magazzino.

La maggior parte dei rivenditori si è ritrovata con più scorte negli ultimi trimestri rispetto all’anno scorso, il che significa che promozioni e riduzioni potrebbero essere inevitabili nei prossimi mesi. Per evitare il tracollo, sarà necessario affrontare le tensioni della catena di approvvigionamento assicurando al tempo stesso che i consumatori rispondano all’assortimento dei prodotti.