Abbattimento villette Casamonica, quanto è costato lo sgombero

Quanto è costato lo sgombero e l'abbattimento delle ville dei Casamonica a Roma?

Hanno fatto il giro di tutti i media e i tg le immagini delle ville dei Casamonica, prima sequestrate e poi demolite durante un maxi sgombero che ha interessato le forze dell’ordine di Roma. Un intervento mirato principalmente ad abbattere le strutture abusive gestite dal clan, ma con il quale le autorità hanno anche voluto lanciare  un chiaro segnale ai cittadini: quello della presenza dello Stato.

Casamonica, maxi sequestro a Roma: le ville tolte (di nuovo) al clan

Le villette abbattute si trovavano in zona Gregna Sant’Andrea, Municipio VII di Roma, e sono state abbattute a seguito di un’operazione che ha visto collaborare Carabinieri, Polizia Locale, Polizia di Stato ed il Gabinetto del Sindaco. Ma non è la prima volta che l’amministrazione prende posizione contro il clan.

Già nel 2018 la sindaca in carica Virginia Raggi (qui la sua ultima delibera sugli affitti) aveva autorizzato il sequestro e la demolizione delle ville costruite abusivamente dalla famiglia criminale romana: otto immobili di lusso in tutto, nel sud-est di Roma, con un’operazione coordinata iniziata il 21 novembre di quell’anno a seguito di un raid all’alba che aveva  coinvolto 600 poliziotti.

Come accaduto nel 2018, quando l’amministrazione Raggi si era fatta carico di tutte le spese (qui alcuni dati in più sul debito di Roma al suo insediamento), anche questa volta per lo sgombero e la demolizione sono stati impegnati dei fondi specifici, finalizzati a portare a termine la missione. Lo conferma la presidente del Municipio, Monica Lozzi, in un’intervista rilasciata a Roma Today.

Casamonica, quanto è costato lo sgombero e la demolizione delle ville

Stando a quanto confermato da Lozzi, l’operazione avviata e conclusa a ottobre 2021 per lo sgombero e l’abbattimento delle ville gestite dai Casamonica è costata 350 milioni di euro.

“Abbiamo accantonato 350mila euro per fronteggiarla – ha dichiarato la presidente -. Riteniamo che questa volta siano sufficienti”.

Trattandosi di abusivi non sanabili e in un’area carente per servizi e infrastrutture, una volta demoliti gli immobili il terreno verrà comunque utilizzato per un progetto di riqualificazione.

“La proposta del municipio sarà quella di trasformare lo spazio, quattromila metri quadrati, in un’area destinata all’AMA. Secondo noi potrebbe essere impiegata per la raccolta degli sfalci o per realizzare un’isola ecologica. La decisione però spetterà al Comune”, ha affermato Lozzi.

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