24 miliardi in 3 mesi: chi ha arricchito il “tesoretto” di Putin

La Russia ha ottenuto 24 miliardi in soli tre mesi grazie alla vendita di energia. In particolare, due paesi hanno contribuito a far aumentare il “tesoretto” di Putin

Secondo un rapporto reso noto da Bloomberg, la Russia ha guadagnato 24 miliardi di dollari (più di 23,5 miliardi di euro) dalla vendita di energia negli ultimi tre mesi. Il “tesoretto” che è riuscito a tirare su Putin – nonostante la crisi, le sanzioni dell’Occidente e la recessione che ha coinvolto molte attività di Mosca – è però stato finanziato principalmente da due Paesi.

La guerra non si arresta e intanto le vendite del gas russo schizzano alle stelle

Da quanto è emerso, la Russia ha guadagnato 24 miliardi di dollari dalla vendita di energia a India e Cina dopo l’invasione dell’Ucraina.

La Cina, nello specifico, ha speso l’incredibile cifra di 18,9 miliardi di dollari in petrolio, gas e carbone russi da febbraio a maggio, più di 18 miliardi e mezzo di euro, che è quasi il doppio dell’importo acquistato l’anno scorso. L’India ha invece sborsato 5,1 miliardi di dollari nello stesso periodo, più di 5 miliardi di euro.

I due paesi ora rappresentano il 50% delle esportazioni marittime di petrolio della Russia, e di fatto stanno minando gli sforzi degli Stati Uniti e dell’Unione europea che in più occasioni hanno ribadito di voler isolare Putin e Mosca sia a livello economico che finanziario, così da indebolire il Cremlino e fermare l’invasione ingiustificata del territorio ucraino, nonché le ambizioni di espansione dello zar.

Basti pensare che, nonostante gli avvertimenti e le sanzioni, quest’anno la Russia è sulla buona strada per guadagnare 285 miliardi di dollari (quasi 280 miliardi di euro) dall’aumento delle vendite di petrolio e gas, stando alle previsioni di Bloomberg Economics.

Il paradosso delle sanzioni inflitte a Mosca

La guerra agli approvvigionamenti, con l’Occidente che minaccia di tagliare ogni rapporto con la Russia e Mosca che è pronta a non assicurare più alcuna fornitura, ha di fatto contribuito a un grande paradosso.

È vero, infatti, che Putin sta vendendo meno gas, ma è anche vero che le risorse limitate hanno fatto schizzare i prezzi, e basta dare un’occhiata al costo dei prodotti e dei servizi più venduti per rendersene conto.

Per questo motivo la Russia sta traendo un enorme guadagno inaspettato dalle sue esportazioni di energia in questo momento, anche se gli esperti di Bloomberg hanno suggerito che potrebbe non essere in grado di farlo ancora per molto.

Primo campanello d’allarme: le merci dirette in Asia sono diminuite di oltre il 15% dai massimi di maggio, segno che la domanda non è destinata a rimanere sempre la stessa (e solo a favore di una parte), ma potrebbe prosciugarsi. Segno questo che arriverà il momento in cui Putin sarà di nuovo vulnerabile, a livello strategico? Anche in questo caso le previsioni e le analisi degli esperti sono spesso contrastanti.

Se c’è una cosa che abbiamo capito, negli ultimi mesi, è che la guerra alimenta uno stato di imprevedibilità su cui è difficilissimo esprimersi a priori. Anche i migliori analisti si sono sbagliati, e persino il presidente Putin ha dovuto rivedere i suoi piani, quando la sua “operazione militare speciale” che doveva durare poche settimane (dieci giorni precisamente) si è estesa poi fino a oggi.