Una seconda vita per gli oggetti? Boom del mercato dell’usato

L'Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa fotografa un mercato in salute che continua a crescere anche con l'emergenza Covid e con la crisi indotta dalla guerra in Ucraina

Continua a crescere in Italia il mercato dell’usato, che ha raggiunto un valore economico di 24 miliardi di euro, pari all’1,4% del PIL nazionale, sui livelli pre-pandemia. La spinta più significativa arriva dagli affari online che costituiscono quasi il 50% del totale con un valore pressochè raddoppiato in pochi anni dai 5,4 miliardi di euro del 2014 agli 11,8 miliardi del 2021.

E’ quanto emerge dall’ottava edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa per la piattaforma di compravendita Subito.it.

La pratica del “second hand” è entrata nelle abitudini degli italiani

La pratica della “second hand” conferma di essere entrata a tutti gli effetti tra i comportamenti di consumo abituali degli italiani, grazie al boost del digitale che contribuisce a rendere questa forma di compravendita più assimilabile all’esperienza del percorso d’acquisto dell’e-commerce.

Sono quasi 23 milioni gli italiani che hanno scelto questa forma di economia circolare, il 52% del totale, ed il 66% di chi ha comprato ha guardato a questa forma di interscambio come primo canale di riferimento, dimostrando, specialmente per le vendite, di considerare questa modalità come un modo smart di fare spazio, dare valore agli oggetti e guadagnare.

Perché commerciare nell’usato?

Le principali motivazioni che hanno portato alla compravendita di usato sembrano essere di ordine pratico, legate al risparmio/guadagno e all’idea di “fare spazio”.

Nonostante questo, si mantiene comunque salda l’associazione della second hand alla sostenibilità e alla volontà di ridurre gli sprechi. Dopo due anni di incertezze dovute alla pandemia e con una guerra in Europa, le persone ricercano nei consumi e, in particolare nella compravendita di usato, risposte a bisogni pratici forse a discapito dell’aspetto più ludico e gratificante della ricerca del pezzo unico o dello sfizio; inoltre sembrano associare sempre più a questo comportamento valori forti legati al rispetto per l’ambiente e alla consapevolezza del proprio impatto ridotto grazie all’economia circolare.

La second hand mantiene anche il terzo posto tra i comportamenti sostenibili più messi in atto dagli italiani (52%), con picchi ancora più alti per Laureati (68%), Gen Z (66%), fascia d’età 35-44 anni (70%) e Famiglie con bambini (68%).

Cosa comprano e vendono gli italiani?

L’Osservatorio prende in esame categorie e oggetti più popolari nella compravendita dell’usato che vede al primo posto i Motori di seconda mano (11,5 miliardi), seguiti da Casa&Persona (5,7 miliardi) ed Elettronica (4,1 miliardi), che mantengono un trend di crescita costante.

La categoria Sport&Hobby (2,6 miliardi), dopo il boom del 2020, torna ai livelli pre-pandemia per effetto del ritorno alla normalità e del venire meno di specifiche esigenze.