TIM, spunta l’offerta di KKR: le ipotesi

Il Board di TIM ha esaminato la proposta senza deliberare. Una nuova riunione si terrà venerdì 26 novembre

Colpo di scena nel settore delle telecomunicazioni, uno dei più strategici per il futuro, con il fondo americano KKR che ha messo nel mirino TIM, sua partner nel capitale di FiberCop, la compagnia che gestisce la rete secondaria (Fiber to home). Una evoluzione inattesa, mentre si dibatteva delle possibili mosse del socio francese Vivendi e del progetto di rete unica caldeggiato dal governo.

L’offerta “amichevole”

Gli americani hanno infatti annunciato un’OPA sul 100% di Telecom, finalizzata al delisting, ponendo come condizione il raggiungimento di una soglia del 51%, la maggioranza dunque. La proposta del fondo KKR viene comunque definita “amichevole” e quindi soggetta ad una due diligence con il Board di TIM. In aggiunta, il fondo americano ha chiarito che cerca anche il gradimento del Governo, giacché la rete Telecom è un asset strategico e quindi soggetta a Golden Power. E proprio il governo avrebbe messo come condizione la tutela occupazionale ed il futuro della rete.

La valorizzazione

L’offerta viene promossa ad un prezzo di 0,505 euro per azione ordinaria e di risparmio , che si confronta con un valore di chiusura in Borsa di venerdì pari a 0,3465 per le azioni ordinarie e 0,3505 euro per le risparmio. La capitalizzazione del Gruppo salirebbe dunque, comprese le azioni di risparmio, a circa 10,8 miliardi di euro rispetto ai 7,5 miliardi precedenti. I titolo infatti alla pre-apertura del mercato evidenziano entrambi un incremento del 15% circa rispetto alla chiusura di venerdì scorso.

L’ipotesi spezzatino

Non vi sino al momento motivazioni certe per l’offerta di KKR, ma a quanto si mormora nelle sale operative, il fondo statunitense avrebbe intenzione di valorizzare l’asset, eventualmente vendendo i singoli asset del Gruppo,. dalla rete ai data center senza dimenticare Sparkle, la società che gestisce la rete di cavi internazionale. Per l’asset di “peso”, vale a dire la rete, si ipotizza la vendita a Cdp nel giro di qualche anno.

Un nuovo CdA è in calendario

Frattanto sembra confermata l’ipotesi che venerdì prossimo, 26 novembre, si terrà un nuovo CdA di TIM, per deliberare sulla proposta, dal momento che la riunione di ieri ha preso in esame l’offerta senza deliberare. A frenare l’iter sarebbero stati i rappresentanti del socio francese Vivendi e gli amministratori indipendenti che avrebbero chiesto più tempo per esaminare la proposta. E proprio Vivendi, a quanto si diceva negli ambienti della finanza, aveva messo in discussione di recente l’operato dell’Ad Luigi Gubitosi, anche in vista della stesura del nuovo Piano strategico.

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