Tassi sui mutui superano il 2%: effetto BCE?

La BCE potrebbe presto tornare ad alzare i tassi di interesse ed i mercati già anticipano una mossa in tal senso

Fed, BCE ed altre banche centrali già pensano di aumentare il costo del denaro, per frenare l’inflazione che galoppa e smorzare gli effetti del caro energia. Anche la Fed e la Banca d’Inghilterra sono passate all’azione, mentre la BCE tentenna, più condizionata dagli effetti della guerra in Ucraina e dalle sanzioni imposte alla Russia. I tempi però sono maturi ed una serie di indicatori già anticipa un imminente rialzo dei tassi fra luglio e dicembre.

BTP e Spread spiccano il volo

Il BTP decennale ha ormai superato la soglia del 3%, arrivando sino al 3,2% per la prima volta da ottobre 2018 ed allineandosi alla generale risalita dei rendimenti dei titoli obbligazionari.

Parallelamente si è allargato anche lo Spread, arrivando attorno ai 208 punti ed incorporando un maggior premio per il rischio rispetto ai titoli di pari scadenza europei: il titolo tedesco paga un interesse dell’1,14%, quello francese dell’1,66%, quello spagnolo del 2,25%, mentre fa peggio solo quello greco al 3,6%.

Proprio per questo motivo la BCE sta prendendo tempo su un eventuale rialzo dei tassi, con il rischio di mettere sotto pressione i Paesi a debito più elevato.

Cresce anche il costo dei mutui

Con un rialzo dei tassi vicino torna a crescere anche il costo dei mutui e degli altri prestiti erogati dalle banche. Secondo l’ultima indagine Bankitalia c’è stato un riallineamento su valori più alti dei tassi su prestiti e sui mutui. I tassi sui mutui sono tornati sopra il 2%, ai massimi dal mese di agosto 2019, attestandosi al 2,01% rispetto all’1,85% di febbraio (un tasso che include anche le spese accessorie e che è conosciuto comunemente come Taeg).

Parallelamente, i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono rimasti fermi all’8,06% ed i tassi sui depositi in essere sono quasi fermi allo 0,32%. I tassi di interesse praticati sui prestiti alle società non finanziarie sono saliti in media all’1,23% dall’1,09% di febbraio.

L’aumento dei tassi non raffredda la domanda di credito

A dispetto di un costo c recente, la domanda di credito da parte di famiglie ed imprese resta robusta. Sempre Bankitalia segnala che la  crescita dei i prestiti ha accelerato al 2,5% sui dodici mesi rispetto al 2% del mese precedente. Fanno bene in particolare i prestiti alle famiglie, che sono aumentati ad un tasso annualizzato del 4% rispetto al 3,8% del mese precedente, mentre quelli alle società non finanziarie si portano all’1,3% dall’1,2% del mese precedente