Russia fuori da SWIFT il 12 marzo. Ma si salva la banca di Gazprom

Ancora qualche giorno per evitare impatti sull'Ue. Escludere Gazprombank dal lotto equivale a evitare, almeno per il momento, una probabile chiusura dei rubinetti.

L’Unione europea ha deciso: escluse alcune delle principali banche russe dal sistema SWIFT, la rete di messaggistica finanziaria più importante ed utilizzata al mondo per le transazioni. La misura, già pubblicata sulla Gazzetta ufficiale Ue, è stata concordata con i partner del G7, ed entrerà in vigore il 12 marzo 2022. L’entrata in vigore ‘ritardata’ consentirà al consorzio SWIFT e ad altri operatori un breve periodo di transizione per attuare la misura, mitigando così eventuali impatti negativi per le imprese e i mercati finanziari dell’Ue.

Von der Leyen: “Il maggior pacchetto di sanzioni di sempre”

“Alla velocità della luce – ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen -, l’Unione Europea ha adottato tre ondate di pesanti sanzioni contro il sistema finanziario russo, le sue industrie high-tech e la sua élite corrotta. Questo è il più grande pacchetto di sanzioni nella storia della nostra Unione. La decisione odierna di disconnettere le principali banche russe dalla rete SWIFT invierà un altro segnale molto chiaro a Putin e al Cremlino”.

La lista delle banche

Le banche inserite nella black listsono sette: Bank Otkritie, Novikombank, Promsvyazbank, Bank Rossiya, Sovcombank, Vnesheconombank (Veb) e Vtb Bank. Mancano dalla lista la prima banca russa, Sberbank, e la terza, Gazprombank. Quest’ultima, in particolare, è la banca attraveso cui passano i pagamenti per le forniture di gas. Escluderla dal blocco di SWIFT equivale a evitare, almeno per il momento, una probabile chiusura dei rubinetti. Le nuove sanzioni entrate in vigore ieri colpiscono anche la Banca centrale russa: “Abbiamo congelato la gran parte dei suoi asset all’estero”, ha fatto sapere a sera, al termine dell’Ecofin informale, Bruno Le Maire, ministro dell’Economia della Francia che ha la presidenza di turno del Consiglio.

Cos’è il sistema SWIFT e come funziona

La Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT) è un sistema che consente alle banche di tutto il mondo – collegandole tra loro – di spostare denaro in modo rapido e sicuro. Di fatto, permette e autorizza movimentazioni finanziarie in flussi commerciali e investimenti per migliaia di miliardi di dollari.

SWIFT usa dei codici per identificare il paese, la banca e la filiale in cui è registrato un conto. Quando del denaro viene inviato su un conto bancario all’estero è necessario usare questo codice per assicurarsi che la transazione vada a buon fine.

Con sede in Belgio, la società è una cooperativa di istituzioni finanziarie sparse in tutto il mondo. Fondata nel 1973 per sostituire la rete telex, oggi collega più di 11.000 banche e altre società di oltre 200 paesi e rappresenta la spina dorsale del sistema internazionale di trasferimento finanziario.

Il sistema è supervisionato dalle banche centrali del G10, nonché dalla Banca centrale europea, con il supervisore principale della Banca nazionale del Belgio. Secondo la Russian National SWIFT Association, la Russia ha il secondo numero di utenti dopo gli Stati Uniti, con circa 300 istituzioni finanziarie russe che fanno parte del sistema. Più della metà delle istituzioni finanziarie russe sono membri di SWIFT.

Ora la Russia guarda ai cinesi

Le banche russe guardano ora al Cross-Border Interbank Payment System (CIPS), il sistema di pagamento sviluppato nel 2015 dalla Cina, utilizzato principalmente per regolare i crediti internazionali in yuan e i commerci legati alla Belt and Road Initiative che ha, ovviamente, un raggio di azione decisamente più ridotto rispetto a Swift. Tradotto: CIPS ha ancora davanti a sé molta strada, prima di diventare concorrente di peso ma è, certamente, in una fase di espansione. Secondo il quotidiano statale Jiefang Daily, il sistema cinese ha elaborato circa 80 trilioni di yuan (12,68 trilioni di dollari) nel 2021 (+75% su base annua).

Nulla però è scontato: perché la Cina pratica la strada della prudenza, e andrà verificato se le istituzioni finanziarie cinesi freneranno nel fornire servizi finanziari alle società e ai privati russi per evitare di finire nel perimetro delle sanzioni.

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