Retail, riprendono i consumi in-store in Europa

In Italia, il 79% degli intervistati è convinto che i negozi fisici resteranno importanti anche in futuro

In Italia, il 79% degli intervistati è convinto che, nonostante l’aumento delle vendite online, i negozi fisici resteranno importanti anche in futuro.

Secondo l’ultima indagine condotta da Sensormatic Solutions, a gennaio 2021 i volumi del commercio al dettaglio nella UE hanno segnato un calo del 4,4% per poi registrare un aumento rispettivamente del 3,8% e del 2,6% a febbraio e marzo 2021. A confronto con il mese di marzo del 2020, si è osservato un robusto incremento dei volumi del commercio al dettaglio, cresciuti dell’11,6%.

Nel primo trimestre 2021 il traffico passeggeri ha segnato un crollo dell’81,7% in tutta la rete aeroportuale europea rispetto allo stesso periodo pre-pandemia (1° trimestre 2019). Questo dato ha segnato un’ulteriore flessione dal trimestre precedente (4° trimestre 2020 a -79,2%), portando alla perdita di oltre 395,5 milioni di passeggeri.

L’impatto del Covid-19 sul footfall (la presenza nei punti vendita fisici) in Europa, ha registrato in Italia il suo picco più basso con -52,1%, seguito subito dopo dalla Spagna con -46,4% e da Francia con -45,6%. La Germania è il paese che ha riportato la minor decrescita sebbene si sia attestata su un consistente -41,1%.

L’Italia rivaluta l’interazione umana all’interno dei negozi fisici

In Italia, solo il 24% ha dichiarato di non avere modificato le proprie abitudini di acquisto dall’inizio della pandemia (la percentuale più bassa in Europa), ma il 79% degli intervistati è convinto che, nonostante l’aumento delle vendite online, i negozi fisici resteranno importanti anche in futuro.

Questa convinzione deriva da un profondo desiderio di tornare alle proprie abitudini: il 64% ha dichiarato di avere sentito la mancanza dei negozi e il 76% ha vissuto come una liberazione la possibilità di fare acquisti di persona anziché attraverso uno schermo. Il 71% degli acquirenti ritiene inoltre che apprezzerà molto di più i negozi in futuro, mentre il 64% sente di apprezzare maggiormente l’interazione umana associata allo shopping in negozio. Un altro 74% invece si è dichiarato disposto a fare uno sforzo consapevole per acquistare di più nei negozi fisici in futuro, e il 75% afferma che si impegnerà maggiormente per comprare in punti vendita locali e/o indipendenti.

Sempre secondo lo studio, il 72% degli intervistati ha utilizzato le consegne a domicilio, la percentuale di adozione più alta in Europa insieme alla Spagna, mentre il 25% afferma di aver adoperato le casse self-service. Il 39%, invece, ha dichiarato che la possibilità di toccare con mano gli articoli prima di acquistarli è uno dei fattori più importanti per lo shopping in negozio.

Tuttavia, la tendenza da parte dei consumatori nel tornare a effettuare acquisti di persona è affiancata da una certa preoccupazione: nel caso dei retailer, il 62% si aspetta facciano di più per rendere i punti vendita più sicuri per gli acquirenti, mentre il 68% ha dichiarato che si sentirebbe più sicuro ad acquistare nei negozi se questi monitorassero con più attenzione il numero di accessi simultanei.

E per il futuro?

“Con le graduali riaperture dei confini e dei negozi non essenziali, credo che il turismo internazionale, unito al fatto che gli acquirenti italiani sono meno avanzati tecnologicamente e apprezzano di più l’esperienza di acquisto in negozio, stimolerà la ripresa del commercio nei punti vendita fisici in Italia – spiega Luca Cappellini, Italy Country Leader di Sensormatic Solutions -. Nel frattempo, molti centri commerciali lungimiranti hanno già iniziato a valutare possibili rinnovi e investimenti. Mi aspetto che questi operatori, per restare competitivi anche in futuro, puntino soprattutto sulla creazione di esperienze di acquisto più sicure e ottimizzate, così come sulla convergenza tra punti di contatto digitali e punti di vendita fisici”.

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