Reddito di Cittadinanza, quale futuro?

Mario Draghi è deciso a mantenere la misura,, a patto che vengano definiti opportuni correttivi sul fronte dei controlli e delle politiche attive.

Nuove tensioni sul Reddito di Cittadinanza, il cui restyling curato da Mario Draghi fa discutere fa discutere i partiti che sostengono il governo, divisi sul rifinanziamento della misura a sostegno delle famiglie in difficoltà e sull’impiego del tesoretto che emergerà l’anno prossimo grazie al rafforzamento delle politiche attive e dei controlli.

Rifinanziamento e restyling

Il decreto fiscale ha messo sul piatto altri 200 milioni per rifinanziare il Reddito di Cittadinanza e coprire le richieste sospese nell’ultima  parte del 2021.

Ma a fronte dell’impegno finanziario c’è odore di restyling. Il Premier Mario Draghi è deciso a mantenere questa misura di sostegno al reddito delle famiglie disagiate, a patto che vengano definiti opportuni correttivi sul fronte dei controlli e delle politiche attive. La review da attuare l’anno prossimo potrebbe fare emergere risparmi per 1 miliardo di euro.

L’impiego del tesoretto

Ed è di nuovo polemica anche per l’impiego del tesoretto da 1 miliardo generato dalla revisione del Reddito di Cittadinanza: se per il Pd le risorse risparmiate dovrebbero andare per la riforma degli ammortizzatori sociali, il centrodestra (Lega, Italia Viva e Forza Italia) puntano alla riforma fiscale ed al taglio dell’Irpef più che al taglio del cuneo-fiscale.

Il problema è che sia la riforma dei fisco che quella degli ammortizzatori sono carenti di risorse: sulla prima si è iniziato appena a discutere, mentre la seconda parte già azzoppata. Il MEF infatti ha messo circa 3-4 miliardi per la riforma degli ammortizzatori, meno della metà degli 8 miliardi richiesti dalla riforma disegnata dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che passa per una Cig estesa ed un potenziamento di Naspi e Dis-coll.

I numeri del RdC

Secondo gli ultimi dati INPS di agosato, i nuclei percettori del reddito e pensione di cittadinanza erano 1,36 milioni, con oltre 3 milioni di persone coinvolte. Numeri in costante aumento soprattutto dopo che la crisi innescata dal Covid ha visto impennare la povertà che colpisce oltre 2 milioni di famiglie e più di 5,6 milioni di individui.

Ma si punta sulla ripresa economica che potrebbe ridurre la dotazione monstre di 40 miliardi al 2029 prevista per il finanziamento del RdC, che come misura a sostegno della povertà ha funzionato, ma non sul fronte dell’accompagnamento al lavoro.

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