Recovery Fund: Roma aspetta la prima tranche. Quando arriva?

Ancora qualche giorno di attesa, poi finalmente l'Italia metterà le mani su un piccolo assaggio della "torta" in arrivo da Bruxelles

Dopo ritardi, slittamenti e incognite è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per l’arrivo dei primi 25 miliardi (il 13 per cento. del totale) del Recovery Plan: secondo quanto si apprende sono stati siglati dal governo italiano e dalla Commissione Ue tutti gli accordi necessari all’erogazione dei finanziamenti da parte di Bruxelles.

Il più, dunque, è fatto ma – per questioni tecniche – bisognerà attendere qualche giorno, per mettere le mani sui fondi che dovrebbero entrare nelle casse dello Stato al massimo verso la fine della prossima settimana.

Gran parte dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano riceverà finanziamenti tra i 10 milioni e 1 miliardo, mentre 2 sole voci – sulle 151 del PNRR – superano i 10 miliardi, il Superbonus e l’Alta Velocità.

Lo sport compare nella manciata di capitoli che riceverà complessivamente un miliardo tondo: 300 milioni saranno impiegati, di qui al 2026 per costruire in tutto 230.400 mq di nuovi impianti sportivi e palestre nelle scuole, anche per combattere l’abbandono scolastico, mentre altri 700 milioni serviranno ad ammodernare le strutture sportive e i parchi cittadini e ad aumentare la disponibilità di spazi per praticare attività sportiva, con attenzione particolare alle aree svantaggiate e alle periferie urbane. Obiettivi “favorire la socializzazione e l’inclusione, valori fondanti dello sport”.

Delle linee di investimento previste dal Piano circa un centinaio su 151 sono già state avviate o partiranno da qui alla fine dell’anno. Step e progressi saranno registrati sul nuovo portale italiadomani.gov.it per consentire a tutti la verifica del rispetto di target e cronoprogramma.

Intanto, siamo già in ritardo su riforma del fisco – che avrebbe dovuto vedere la luce entro il mese di luglio attraverso un disegno di legge delega – così come la legge annuale sulla concorrenza, storicamente in ritardo, slittate entrambe a settembre. Ovviamente, margine di tolleranza da parte di Bruxelles che però vigilerà con molta attenzione. Tradotto: i soldi non saranno affatto un regalo. 

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