PNRR, sprint Governo Draghi: “Sforzo eccezionale per centrare obiettivi”

Si prevede una accelerazione delle opere ed il varo di 243 provvedimenti nei prossimi due mesi

E’ una corsa contro il tempo per il Governo Draghi, che oltre all’ordinaria amministrazione, è stato incaricato di portare avanti il PNRR in vista degli obiettivi da centrare entro fine anno, che non possono essere turbati dalla tornata elettorale pena la decadenza dei finanziamenti.

Lo sblocco della seconda tranche di finanziamenti per complessivi 21 miliardi – circa 10 miliardi in sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti – relativa ai 45 obiettivi centrati entro il primo semestre è previsto per il 29 settembre, appena qualche giorno dopo le elezioni politiche, quando la Commissione si esprimerà in merito agli obiettivi raggiunti nel primo semestre.  Ma occorrerà mettere in sicurezza anche i 55 obiettivi previsti per fine dicembre, con ben 243 provvedimenti da varare nei prossimi due mesi (121 a settembre ed altri 122 a ottobre), in modo da lasciarne non più di 200 entro fine anno.

Il governo chiede una marcia in più

In settimana si è tenuta una riunione riunione Palazzo Chigi, convocata dal sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli, tanto per fare il punto della situazione al rientro dalla pausa estiva.

Nel corso dell’incontro è stato richiesto alle amministrazioni “uno sforzo straordinario per i prossimi due mesi per raggiungere quanti più obiettivi possibili”.

Non sono state formalizzate nuove scadenze per gli obiettivi del PNRR né è stata chiesta in modo diretto una anticipazione di gran parte degli obiettivi previsti per fine anno, ma è emersa la possibilità di varare un decreto ad hoc che consenta alle varie amministrazioni di mettere in sicurezze i target previsti.

Il decreto PNRR

Il nuovo decreto ad hoc, che dovrebbe essere varato a metà settembre, dovrebbe contenere tutte le norme utili ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi.

In quest’ambito dovrebbe rientrare anche il Dpcm che prevede le modalità per ripartire i 7,5 miliardi stanziati dal governo per far fronte agli extracosti delle nuove gare, dovuti al rincaro dei materiali. Il Dpcm introduce per i piccoli progetti un meccanismo semplice, che definisce una compensazione a forfait con una percentuale di maggiorazione de costo per ciascuna tipologia di opera. Unico scoglio la necessità di passare per i Regis, il sistema informativo della Ragioneria generale che aggrega i dati su tutte le opere del PNRR, che potrebbe risultare difficoltoso per i piccoli Comuni.

Per le grandi opere invece è prevista una procedura più complessa, che prevede un doppio passaggio presso il ministero di riferimento e presso il MEF. In sostanza, iogni stazione appaltante fornirà al Ministero le sue richieste per ogni singola opera, con la documentazione attestante gli extracosti, le risorse residue di altre opere già utilizzate, i nuovi impegni assunti ed il Ministero di riferimento dovrà presentare al MEF le istanze entro il 5 ottobre. In seguito, il Mef e la Ragioneria generale stileranno una graduatoria delle istanze presentate, utile a ripartire le risorse, e definiranno i criteri di priorità.