PNRR, allarme cantieri: caro energia e materiali gonfia costi delle opere

L'allarme di enti locali e costruttori sulla maggiore onerosità dei pavori assegnati tramite gara e non più convenienti economicamente per le imprese aggiudicatarie

costi per realizzare le opere legate ai progetti del PNRR sono aumentati del 50%, in conseguenza dell’incremento dei prezzi dell’energia e dei materiali. A rilanciare l’allarme è stata nei giorni scorsi l’Unione delle Province. La situazione si ripercuote in modo negativo sull’avanzamento dei cantieri, ritardando la costruzione di opere pubbliche indispensabili per il territorio.

“Una scuola che un territorio attendeva da anni e che doveva costare 10 milioni ora ci costa 15 milioni. Quello che la UE e il Governo dovrebbero capire è che la scuola, che come Province chiedevamo da anni di realizzare, la stiamo costruendo dentro la bolla di speculazione”, ha sottolineato il presidente Michele de Pascale, intervenendo ad un dibattito con il Senatore Carlo Calenda al Festival delle Città di ALI Legautonomie a Roma.

Maggiori risorse o tempi più lunghi

Di qui l’appello a cambiare la tempistica delle opere o rivedere le risorse finanziarie a disposizione per i lavori. “O Comuni e Province ottengono da Governo e UE le risorse necessarie per coprire la spesa in più,  oppure cambiamo la tempistica di attuazione del PNRR. Anche perché noi Sindaci e Presidenti di Provincia faremo l’impossibile per portare a termine queste opere, ma se bandiamo oggi le gare, non troviamo ditte disposte a costruire a questi costi. Le gare vanno deserte”, ha aggiunto De Pascale.

Rischio blackout cantieri

In base alle stime di Ance, l’associazione nazionale dei costruttori, le imprese di costruzioni aspettano almeno 5 miliardi per lavori realizzati negli ultimi mesi. Senza un rapido sblocco di queste somme l’associazione ha sottolineato che sono a rischio circa 23.000 cantieri in esecuzione in Italia per un valore complessivo di 162 miliardi di euro. Un’ulteriore preoccupazione viene dall’aggiornamento temporaneo dei prezzi: come ricorda ANCE, l’attuale prezzario sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022, ragion per cui a partire dal 1° gennaio si rischia quello che l’Associazione definisce come “un vero e proprio blackout dei cantieri”.

Gruppo FS costretto a rivedere listino prezzi

Il tema dell’aumento dei costi delle opere è stato affrontato anche dall’ad del Gruppo FS Italiane, Luigi Ferraris. Al convegno di Anceferr, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili Ferroviari Riuniti, Ferraris ha infatti sottolineato che “da qui a fine anno sono previste numerose gare. Stiamo procedendo, nonostante qualche difficoltà, legata all’attuale dinamica dei prezzi e alla disponibilità di materiali, che ci ha imposto di rivedere con il Governo i listini prezzi”.

“Parliamo di un aumento dei prezzi del 40% – ha aggiunto – e siamo in una fase di picco, ma registriamo già qualche segnale positivo, per esempio nel mondo della logistica, dove il prezzo del noleggio di un container è sceso significativamente.”