Patto Stabilità, riparte la battaglia tra falchi e colombe

L'Europa rischia seriamente di incartarsi sulla riforma

L’Europa che durante la pandemia ha saputo mostrarsi unita e capace di rispondere con prontezza alla crisi,  potrebbe incartarsi sulla riforma del Patto di Stabilità. Proprio in scia ai cambiamenti provocati dalla crisi severa in atto, sono in tanti a chiederne una rivisitazione in chiave più soft, ma prima c’è da aggirare il pressing di chi spinge, invece, per restare sulla strada del rigore.

 

Patto stabilità, sulla riforma l’ombra del falco

Insomma, ci risiamo: è ufficialmente ripartita la guerra tra falchi e colombe. Al suo debutto all’Eurogruppo, il neo Ministro tedesco delle Finanze Lindner- ha subito voluto fissare il perimetro in chiave più rigorista.

“Ora è il momento di ricostruire i margini di bilancio – ha detto – dobbiamo essere resilienti e sono molto favorevole alla riduzione dei debiti pubblici”. Non solo: Linder è sembrato introdurre un ulteriore elemento potenzialmente problematico, sostenendo che si dovrebbe collegare la riduzione dei debiti pubblici al completamento dell‘Unione bancaria”

 

Parte la sfida tra rigoristi e Paesi del Sud


Interpellato sulla questione, il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe imbocca la strada – sempre conveniente ma non risolutiva – della diplomazia. “Mi attendo che con Linder, andando avanti nel 2022 dobbiamo identificare aree di terreno comune” sulla riforma del Patto di Stabilità e di crescita “e al tempo stesso fare progressi sull’Unione bancaria”.

E su questi apparenti propositi di collegamento della riforma del Patto ad una intesa sull’Unione bancaria, “probabilmente – ha provato a interpretare Donohoe – stava dicendo che come ministri dobbiamo fare progressi” su entrambi i temi, date anche le interconnessioni del sistema bancario “che è centrale nel come operano le nostre economie”. Più in generale, secondo Donohoe la discussione di ieri ha avuto una “buona intonazione”.

La battuta di Linder

Falco sì, ma “amichevole”. Questa la battuta con cui il neo ministro delle Finanze della Germania  Linder ha risposto a chi – al termine dell’Ecofin, – gli chiedeva se si riconoscesse nelle ricostruzioni che lo descrivevano appunto come un falco (scary hawk).

E cosa significa essere un falco amichevole, gli è stato ribattuto. “Che sono aperto alle argomentazioni e che la Germania – ha replicato – vuole essere parte della soluzione, non parte del problema”.