Patto di Stabilità, guerra prolunga sospensione? Gli scenari

La decisione sulla clausola di salvaguardia a maggio: ma - con il conflitto in atto e le temistiche incerte - si fa sempre più strada l'ipotesi di una proroga al 2023.

Il Patto di stabilità e crescita potrebbe non essere riattivato nemmeno nel 2023, dopo i tre anni di sospensione dovuti alla crisi sanitaria, e in ogni caso una decisione non verrà presa dalla Commissione europea prima del mese di maggio. L’ipotesi è stata avanzata la scorsa settimana anche dal Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, durante la presentazione della guida fiscale, un documento redatto dalla Commissione con l’obiettivo di aiutare i 27 Paesi membri a stilare i rispettivi bilanci per l’anno prossimo.

“Avremo bisogno di rivalutare la disattivazione della clausola generale di salvaguardia, sulla base delle previsioni di primavera, che saranno presentate a metà maggio”, ha spiegato Gentiloni. La clausola è stata attivata nel marzo 2020 per far fronte alla crisi economica innescata dalla pandemia da Covid19: in questo modo è stata data la possibilità agli Stati che adottano la moneta unica di finanziare le misure necessarie aumentando il proprio debito. Quindi finché la clausola è operativa, i Paesi possono “sforare” i parametri di Maastricht, secondo cui il loro disavanzo annuale di bilancio non può superare il 3% del prodotto interno lordo e il loro debito pubblico deve restare sotto il 60% del PIL (o comunque diminuire costantemente verso tale soglia).

La guerra in Ucraina

Il conflitto in Ucraina potrebbe convincere Bruxelles a estendere questo regime fiscale meno restrittivo per un altro anno viste le ripercussioni che il conflitto sta già avendo sui mercati finanziari, sulle catene di approviggionamento e soprattutto sui prezzi dell’energia, cresciuti di più di un terzo e previsti molto elevati per tutto il 2022. Per il momento, comunque, la Commissione ha promesso soltanto che non intraprenderà procedure di infrazione nella prima parte del 2022, rimandando la decisione sulla clausola di salvaguardia.

I nuovi principi chiave di bilancio

Dalla Commissione europea sono comunque arrivati i principi chiave per la costruzione dei bilanci nazionali: equilibrio nelle politiche fiscali, graduale riduzione del debito attraverso la crescita e gli investimenti sostenibili, soprattutto nella transizione ecologica e digitale e soprattutto per quegli Stati con una quota molto alta. La logica è quella di dare raccomandazioni qualitative piuttosto che limiti stringenti, secondo quanto ha ricostruito Bloomberg che ha citato le parole di un funzionario comunitario.

La posizione del Parlamento Ue

“Il prolungamento della clausola di salvaguardia del Patto di stabilità è un’ipotesi che diviene ogni giorno più necessaria per dare flessibilità agli stati ma temo che non basterà – ha intanto dichiarato la presidente della commissione Affari economici del Parlamento europeo, Irene Tinagli – Servono strumenti europei per non scaricare tutto sulle spalle (e sui bilanci) degli stati membri, sul modello di quanto abbiamo fatto per far fronte alla pandemia e all’emergenza sanitaria con strumenti come Sure e Next Generation EU. Nelle prossime settimane e mesi serviranno strumenti europei mirati a sostenere l’enorme sforzo sul fronte energetico, umanitario, militare”.