“Mai più austerità”. Draghi-Macron sfidano i falchi tedeschi

Roma e Parigi lavorano a un documento condiviso. Ma serve l'appoggio della Germania.

Con l’uscita di scena della cancelliera Merkel, in tanti hanno immediatamente pensato che lo scettro del comando – in ottica europea – fosse destinato a finire nelle mani del Premier italiano Mario Draghi, l’unico in grado di raccoglierne l’eredità in quanto ad autorevolezza e credibilità.

Draghi affonda il Patto di Stabilità: regole inefficaci e dannose

Non è un caso che secondo Politico.eu la persona più potente d’Europa è proprio il Presidente del Consiglio. Con Draghi, che “non è allineato ad alcun partito”,l’Italia “ha un leader che può trascinare il Paese nel cuore degli affari europei” e l’uscita di scena di Angela Merkel “gli apre uno spazio come leader de facto dell’Ue”.

Detto, fatto. Sembrerebbe, infatti, che l’ex Bce, con l’appoggio del numero uno dell’Eliseo, Emmanuel Macron, sia già a lavoro per il superamento del Patto di Stabilità come lo abbiamo conosciuto finora. Roma e Parigi sarebbero addirittura pronte alla pubblicazione di un documento condiviso.

E’ quanto ricostruisce La Stampa sottolineando che “il testo che potrebbe cambiare la storia dell’Europa e che è previsto venga sintetizzato in più punti con una lettera firmata da entrambi sul Financial Times molto probabilmente dopo la visita Roma, il prossimo lunedì, del neo-cancelliere tedesco Scholz.

Asse Roma-Parigi, pronto il controPatto di Stabilità

E qualche chiaro indizio è già arrivato. Parlando delle regole del Patto di Stabilità le ha definite senza giri di paole “inefficaci e anche dannose, sarebbero dovute essere cambiate in ogni caso ma poi con l’avvento della pandemia” vanno sicuramente cambiate, “queste regole, insieme ad altre come la regola sugli aiuti di Stato, come si può pensare a una transizione ecologica e digitale senza un ruolo attivo dello Stato?”

Insomma, più che un’affermazione, secondo molti una vera e propria dichiarazione d’intenti. In tanti, nel frattempo, continuano a ripetere che il Covid ha completamente stravolto il contesto. L’Italia – come anche altri Paesi – non riuscirebbe a rientrare nelle regole del Patto con il debito pubblico al 154% del PIL, come tra l’altro ha spiegato Paolo Gentiloni giorni fa durante una call con i deputati della commissione Affari Ue.

Messaggio lanciato nelle scorse ore anche dal Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli che è tornato a ribadire la necessità di favorire politiche espansive, chiudendo le porte a una nuova austerity. L’obiettivo è “riformare in maniera realista il Patto di stabilità e crescita. Non possiamo più ingabbiare il nostro futuro e quello dei nostri figli nella regola del 3%”

Che farà la Germania?

Determinante, sarà ovviamente l’appoggio di Scholz. Il fronte comune dei Paesi del mediterraneo è infatti destinato a naufragare senza la sponda della Germania. Resta anche da capire se questa proposta sarà anche l’eredità che Draghi lascerà da Premier prima di trasferirsi al Quirinale.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

“Mai più austerità”. Draghi-Macron sfidano i falchi tede...