PA, c’è l’accordo per il rinnovo del contratto: quanto prenderanno in più i ministeriali

L'Aran ha firmato con tutti i sindacati del pubblico impiego tranne Usb: oltre agli aumenti, nei primi mesi dell'anno arriveranno anche gli arretrati

L’accordo per il rinnovo del contratto dei ministeri è stato trovato su una base di aumento medio salariale pari a 117 euro lordi per la fascia degli assistenti amministrativi (ex area B3). Un incremento che, precisano dai sindacati, si traduce a partire da gennaio in un aumento netto di 90 euro mensili.

È stata quindi raggiunta l’intesa per il rinnovo del contratto dei lavoratori delle funzioni centrali delle amministrazioni pubbliche che riguarda ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come l’Inps. La pre-intesa, che riguarda il triennio 2019-21 e che richiede anche il via libera delle assemblee, è stata firmata da Aran e da tutti i sindacati del pubblico impiego tranne Usb. Si tratta del primo traguardo operativo che apre la stagione dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, con il “compartone” della Pa centrale che come sempre aprirà la strada anche a sanità, enti locali e scuola.

Insieme agli aumenti, del 3,78% con punte del 4,15% per le fasce retributive più basse per un effetto contabile dovuto al consolidamento dell'”elemento perequativo” che fin qui ha puntellato i loro stipendi, nelle buste paga dei dipendenti pubblici arriveranno poco meno di 10 miliardi di arretrati nei primi mesi dell’anno prossimo, quasi in contemporanea con le elezioni delle Rsu in calendario dal 5 al 7 di aprile.

La conferma dell’accordo è arrivata anche dal ministro Renato Brunetta. “È fatta. La firma di oggi all’Aran della preintesa sul rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto funzioni centrali 2019-2021 mi rende felice e orgoglioso. Rispettiamo l’impegno che avevo preso il 10 marzo siglando con i sindacati il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, ha sottolineato. “Con il contratto, linfa del cambiamento ridiamo centralità e dignità al capitale umano che muove la macchina amministrativa del Paese e che è stato protagonista indiscusso della tenuta italiana davanti alla tragedia della pandemia. La firma odierna, apripista per gli altri comparti, a partire da sanità ed enti locali, è la conclusione di un percorso di negoziati basati sulla fiducia reciproca, sulla responsabilità e sulla partecipazione”, ha concluso il ministro Brunetta.