Opec diviso, vertice flop: cosa succede ora?

Il meeting dell'Opec+, il cartello allargato dei produttori di greggio, si rivela un flop e viene rinviato a data da destinarsi

Il meeting dell’Opec+, il cartello allargato dei produttori di greggio, si rivela un flop e viene rinviato a data da destinarsi, a causa dell’opposizione degli Emirati Arabi, che spingono per aumentare la loro quota produttiva. L’imprevisto esito del vertice manda alle stelle le quotazioni del barile di petrolio, con il rischio di provocare uno tsunami inflazionistico nei mesi a venire.

Il vertice fallito

L’annuncio di un aumento della produzione globale era atteso per venerdì, ma l’opposizione degli Emirati Arabi Uniti (UAE) ha fatto naufragare le trattative. Tutte le decisioni dell’OPEC+ devono essere infatti prese all’unanimità, e neppure oggi i ministri dei Paesi coinvolti sono riusciti a fare passi avanti.

Il vertice si è riaggiornato a lunedì ma anche questa occasione è stata vanificata, sempre per le rimostranze di Abu Dhabi in merito alla baseline, cioè alla base produttiva su cui viene calcolata la quota, e alla proposta di mantenere i tagli sino a tutto il 2022.

Quotazioni alle stelle

Il prezzo di un barile di greggio, a causa di questi sviluppi, è volato sulle piazze internazionali delle materie prime: il Brent è balzato al di sopra dei 77 dollari al barile, mentre il WTI, qualità di greggio nordamericana è salito sopra la soglia dei 76 dollari al barile. In aumento anche il prezzo dell’Opec Basket, una miscela dei principali tipi di greggio del cartello, indicato a 75,18 dollari al barile.

L’ascesa delle quotazioni, in atto da qualche tempo, parrebbe non fermarsi. Il greggio è già ai massimi dal 2018 e già si guarda allo sfondamento della soglia degli 80 dollari. I più arditi immaginano anche un’impennata verso i 100 dollari.

Cosa accadrà ora?

Indubbiamente la frattura creatasi in seno all’Opec ha deteriorato i rapporti fra i produttori e potrebbe anche accadere che gli Emirati Arabi abbandonino la compagine, uscendo dal cartello, in disaccordo sulle quote di pertinenza.

Lato prezzi, invece, si rischia un indesiderato aumento delle quotazioni petrolifere, che hanno già avuto un evidente ed importante impatto sul prezzo della benzina e sull’inflazione.

La politica Opec rischia quindi di frenare la ripresa globale, costringendo anche le banche centrali ad un precoce ritiro delle misure di stimolo approntate durante la pandemia.

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