Nuova strategia BCE, gli impatti per gli investitori sono limitati

Una politica monetaria appropriata mirerà probabilmente a raggiungere un'inflazione moderatamente superiore al 2% per qualche tempo

La nuova strategia di politica monetaria della Banca centrale europea, e in particolare il nuovo obiettivo simmetrico di inflazione al 2%, non hanno causato terremoti sui mercati dopo il loro annuncio, arrivato la settimana scorsa. È inoltre improbabile che le misure presentate abbiano grossi impatti sulle scelte degli investitori e sulla composizione dei portafogli. Uno degli effetti più ampiamente previsti è che, in seguito a periodi in cui l’inflazione è rimasta costantemente al di sotto del 2%, una politica monetaria appropriata mirerà probabilmente a raggiungere un’inflazione moderatamente superiore al 2% per qualche tempo.

Nel cercare di prevedere le possibili implicazioni per gli investitori, bisogna considerare che il cambiamento – per quanto importante perchè il primo dal 2003 – non è rivoluzionario. “Anche se il cambiamento dell’obiettivo di inflazione a un obiettivo simmetrico del 2% è stato ora reso “ufficiale” nello statuto della BCE, l’ex presidente della BCE Mario Draghi ha cercato già nel 2014, 2016 e nel 2019 di chiarire che la BCE mira a fornire un “mandato simmetrico” nonostante il suo obiettivo asimmetrico di inflazione “inferiore ma vicino al 2%”, ha commentato Reto Cueni, Chief Strategist di Vontobel.

Secondo S&P Global Ratings, ci vorrà comunque tempo per vedere l’efficacia e gli effetti delle nuove misure annunciate. “Riteniamo che potrebbe volerci un po’ di tempo prima che il nuovo meccanismo di reazione (all’inflazione, ndr) diventi evidente – scrivono gli analisti – L’aumento dei tassi della BCE nel 2005 ha sorpreso il mercato perché il meccanismo di reazione dopo la revisione del 2003 era ancora sconosciuto. Fino ad allora, potrebbe esserci un’accresciuta volatilità del mercato”.

Un’idea utile per prepararsi al nuovo scenario è quella di tenere in portafoglio obbligazioni inflation-linked, soprattutto quando l’inflazione (come ora) viene da livelli molto bassi. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione sono infatti titoli concepiti per aiutare gli investitori a proteggersi dall’inflazione e sono indicizzate ai prezzi al consumo in modo tale che capitale e interessi salgano e scendano con il tasso di inflazione. Detenere questo tipo di strumenti potrebbe tornare utile con le politiche attive della BCE che dovrebbero spingere i prezzi verso l’alto. Sul mercato azionario, per il momento, gli effetti sono limitati; ciò potrebbe cambiare se i rialzi dell’inflazione arriveranno a un livello considerato troppo sostenuto, ma ancora questo scenario non è vicino in Europa.

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