Natale, corsa ai regali: pesano inflazione e problemi forniture

I doni preferiti restano gli stessi, ma i fenomeni che stanno mettendo sotto pressione l’economia globale si fanno sentire anche nell’ondata di acquisti natalizi

Dicembre è senza dubbio il mese più importante dell’anno per i consumi, ma l’impennata dell’inflazione, i rincari delle bollette (pronti a diminuire la quota di tredicesima destinata alle spese) e i problemi alle catene globali di approvvigionamento rischiano di ridurre il denaro speso dagli italiani. Nel 2021 la spesa complessiva per consumi nell’ultimo mese dell’anno sarà di circa 110 miliardi di euro, 10 in meno rispetto al 2019, secondo un’analisi dell’ufficio studi di Confcommercio. La spesa media per famiglia a dicembre si attesta a 1.645 euro, lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso, ma ancora il 7,5% in meno rispetto al 2019. Intanto, complice il desiderio di avvantaggiarsi delle promozioni del black friday e del cyber monday, la corsa ai regali è partita da alcune settimane. Mentre le preferenze per i doni sembrano in linea con gli anni precedenti, sono entrati in gioco fenomeni come l’inflazione, che potrebbe spingere a consumare di meno, e i problemi alle catene di fornitura, che rendono indisponibili alcuni articoli o costringono ad acquisti anticipati (per non vedere arrivare il proprio dono oltre il 25 dicembre).

La top ten dei regali

giocattoli rimangono al primo posto nella lista degli acquisti natalizi, come vuole la tradizione, seguiti dai Prodotti per la cura della persona come profumi, dopobarba, cosmetici, creme viso-corpo, trousse trucchi; al terzo posto gli Elettrodomestici come tv, macchine da caffè elettriche, tostapane, rasoi elettrici, aspirapolveri, radiosveglie, videocamere. È quanto emerge da uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori che analizza, per ogni gruppo di prodotti, l’aumento delle vendite, stilando la classifica di quelli che segnano il maggior incremento di spesa, non in euro o in valore assoluto, ma in termini percentuali rispetto alle vendite dei mesi precedenti.

In quarta posizione, si collocano i Generi casalinghi (utensili da cucina, cristalleria da tavola, porcellane, ceramiche e vasellame) mentre in quinta posizione, i Prodotti di cartoleria (libri, calendari, penne, agende, cartoline), in genere molto regalati dalle aziende. Seguono le Dotazioni per l’informatica, la telefonia e le telecomunicazioni (cellulari, computer, tablet, e-book reader, mobili per computer, stampanti, giochi elettronici), in settima posizione le Calzature, articoli in pelle e da viaggio (anche valige, borse, portafogli, cinture in pelle) e, in ottava posizione, Abbigliamento e pellicce (anche guanti e cinture non in pelle, cravatte). Queste ultime due voci sono in netto miglioramento rispetto agli anni pre-pandemia. Nel 2019, l’abbigliamento era in nona posizione, con una crescita delle vendite del 26,8%, contro il +35,7% di quest’anno, mentre le calzature erano fuori dalla top ten. In nona posizione Altri prodotti (gioielli, orologi, cornici, oggetti d’oro o argento, fiori e piante. Chiudono la top ten, Foto-ottica e strumenti musicali.

Lo spettro dell’inflazione

Se le preferenze degli italiani per i doni natalizi sembrano consolidate, l’aumento dell’inflazione rischia di pesare in modo significativo sui consumi, secondo uno studio di Assoutenti su come l’andamento dei prezzi potrebbe influire sulle spese degli italiani legate alle festività. L’associazione stima un calo degli acquisti pari in media a -230 euro a famiglia e una contrazione di spesa per complessivi 4,6 miliardi di euro.

Per imbandire le tavole tra Natale e Capodanno le famiglie spendono in totale 5 miliardi di euro (2,7 miliardi per il cenone della vigilia e pranzo di Natale, 2,3 miliardi per cenone di Capodanno e pranzo dell’1 gennaio). Secondo Assoutenti, i rincari investiranno soprattutto i prodotti alimentari legati alle festività determinando una possibile riduzione dei consumi del -5% sul 2019 e una contrazione di spesa pari a -250 milioni di euro. Per i regali, la cui spesa nel 2019 è stata di 169 euro procapite per un giro d’affari di circa 9 miliardi di euro, la contrazione di spesa del -12% rispetto al 2019 porterà a minori consumi per circa 1 miliardo di euro. La riduzione di spesa per il comparto della ristorazione potrebbe essere pari a -107 milioni di euro, mentre il settore dei viaggi di fine anno (che vale complessivamente 13 miliardi di euro e coinvolge oltre 18 milioni di italiani) la contrazione del -25% sul 2019 significa minori consumi per 3,25 miliardi di euro.

Gli acquisti online

Intanto, continua ad assumere sempre più importanza il commercio online, e questi giorni sono quelli più caldi per la corsa al regalo. Più della metà di coloro che comprano regali di Natale online effettua infatti gli acquisti tra la prima e la seconda settimana di dicembre, più precisamente il 30% a inizio del mese e il 22% a metà mese secondo un sondaggio condotto da idealo, portale internazionale di comparazione dei prezzi. Circa il 5% si riduce agli ultimi giorni e il 14% nell’ultima settimana, mentre quasi un quarto delle persone ha già effettuato acquisita novembre o prima.

Oltre il 70% ha dichiarato che acquisterà presso i grandi marketplace mentre poco più del 16% effettuerà gli acquisti sui siti dei propri brand preferiti. Il budget medio degli italiani online per i regali di Natale è di 249 euro e la maggior parte – il 42% – prevede di spendere tra i 50 e i 200 euro.

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