Minimun Tax, Ue fissa aliquota per multinazionali

La Commissione Europea propone una direttiva che garantisce un'aliquota fiscale effettiva minima

Tenendo fede all’impegno dell’UE di essere tra i primi ad attuare con grande rapidità il recente accordo storico concluso nel quadro inclusivo dell’OCSE/G20 sul BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) – relativo a una soluzione a due pilastri per creare un unico insieme di norme fiscali internazionali basate sul consenso volte a proteggere le basi imponibili offrendo al contempo maggiore certezza e prevedibilità ai contribuenti – la Commissione Europea ha proposto una direttiva che garantisce un’aliquota fiscale effettiva minima per le attività mondiali dei grandi gruppi multinazionali.

La tassazione minima delle società è, infatti, – insieme alla parziale ridistribuzione dei diritti di imposizione (il cosiddetto pilastro 1) – uno dei due filoni di lavoro dell’accordo globale le cui entrate per il bilancio dell’Ue sono state valutate tra i 2,5 e i 4 miliardi di euro all’anno. Grazie a questo pilastro saranno adattate le norme internazionali sulle modalità di ripartizione tra più paesi dei diritti di imposizione sugli utili societari delle multinazionali più grandi e più redditizie, allo scopo di riflettere la natura dinamica dei modelli aziendali e la capacità delle imprese di operare senza una presenza fisica. La Commissione presenterà inoltre una proposta sulla riassegnazione dei diritti di imposizione nel 2022, una volta concordati gli aspetti tecnici della convenzione multilaterale.

“La nostra proposta di direttiva che attua il secondo pilastro dell’accordo internazionale garantirà un’aliquota minima effettiva del 15% per i grandi gruppi con un fatturato annuo superiore a 750 milioni di euro che hanno la loro società madre o una filiale nell’Ue – ha spiegato il commissario Ue all’Economa, Paolo Gentiloni –. La direttiva fornirà certezza giuridica e assicurerà che le norme del secondo pilastro siano attuate in modo compatibile con il diritto dell’Ue. Inoltre, muovendoci rapidamente con questa proposta, stiamo facilitando una prima discussione tra i ministri delle Finanze a gennaio, al fine di raggiungere un rapido accordo durante la Presidenza francese. Ciò è necessario per rispettare la scadenza del 2023 concordata a livello globale per l’entrata in vigore delle regole”.

Aliquota al 15%

La proposta rispecchia l’accordo internazionale e stabilisce in che modo i principi dell’aliquota fiscale effettiva del 15%, concordati tra 137 paesi, saranno messi in pratica nell’UE. La proposta comprende un insieme comune di norme sulle modalità di calcolo dell’aliquota fiscale effettiva affinché questa sia applicata con correttezza e coerenza in tutta l’UE.

A chi si applicano le nuove regole

Le regole proposte di applicheranno a tutti i grandi gruppi di portata nazionale e internazionale, incluso il settore finanziario, che generano un fatturato annuo superiore ai 750 milioni di euro e dispongono della loro società madre o di una filiale in uno stato membro dell’Ue.

Le eccezioni previste

In linea con l’accordo globale, la proposta prevede anche alcune eccezioni. Per ridurre l’impatto sui gruppi che svolgono attività economiche reali, le imprese potranno escludere un importo di reddito pari al 5% del valore dei beni materiali e al 5% dei salari. Le norme prevedono inoltre l’esclusione di importi minimi di profitto, al fine di ridurre l’onere di conformità in situazioni a basso rischio. Ciò significa che quando i profitti e i ricavi medi di un gruppo multinazionale in un dato paese sono inferiori a determinate soglie minime, tale reddito non è preso in considerazione nel calcolo dell’aliquota.

Prossime tappe

L’agenda fiscale della Commissione riprende gli elementi contemplati dall’accordo OCSE, ma va anche oltre. Entro la fine del 2023 sarà pubblicato anche un nuovo quadro per la tassazione delle imprese nell’UE che ridurrà gli oneri amministrativi per le imprese che lavorano in più Stati membri, eliminerà gli ostacoli fiscali e creerà un contesto più favorevole alle imprese nel mercato unico.