L’oro è destinato a esplodere: ecco perché

Il metallo prezioso continua in un canalone laterale pronto a fare lo sprint finale a causa delle incertezze geopolitiche e dell'inflazione

L’oro è la grande rivelazione di quest’anno: se in molti attendevano un crollo delle quotazioni del metallo prezioso sono rimasti a bocca asciutta, perché da ben due anni, salvo qualche picco temporaneo, il metallo giallo prosegue un movimento laterale, oscillando attorno a livelli non lontani da quelli attuali.

Oggi un’oncia d’oro, che corrisponde all’incirca a 28,3 grammi, viene scambiato sul mercato Future a 1.750 dollari,  dopo essersi mosso durante la pandemia e dopo in un canalone ampio compreso fra 1.700 e 1.950 dollari, escludendo i picchi raggiunti ne periodo di incertezza più acuta al di sopra dei 2.000 dollari. Un trend laterale che segue la forte crescita registrata nel biennio precedente (a metà 2018 il gold valeva all’incirca 1.200 dollari). Ma cosa è che muove l’Oro? E come si muoverà il prezioso?

Contenuti i danni della Fed e del super dollaro

L’oro di solito si muove in senso inversamente proporzionale rispetto al dollaro e risente delle politiche restrittive delle banche centrali. Con un dollaro forte ed una Fed aggressiva (Hawkish), il metallo prezioso avrebbe dovuto letteralmente colare a picco. Ma così non è stato. Certamente, la forza del biglietto verde ha giocato a sfavore del metallo prezioso, ma non più di tanto. Le quotazioni alla fine hanno tenuto abbastanza bene.

Una Fed aggressiva ha appena scalfito la patina del metallo, senza fare troppi danni, anche se occorrerà vedere come reagirà dopo il simposio di Jackson Hole, dove Powell ha confermato un atteggiamento molto austero, anche a costo di alimentare una lunga recessione che, numeri alla mano, sembra ormai quasi scontata.

“L’obiettivo principale del FOMC in questo momento è riportare l’inflazione al target del 2%. La stabilità dei prezzi è responsabilità della Federal Reserve e funge da fondamento della nostra economia”, ha detto il banchiere, aggiungendo che è possibile che “la riduzione dell’inflazione richieda un periodo prolungato di crescita al di sotto del trend” e che ci  saranno “difficoltà per famiglie e imprese”, che rappresentano “conseguenze sgradevoli di quello che bisogna fare per ridurre l’inflazione. Ma non farlo sarebbe peggio”.

L’oro è una medicina contro l’iperinflazione

E proprio l’inflazione, cioè la causa della svolta restrittiva della Fed, è alla base della tenuta dell’oro, che non reagisce solo come asset finanziario, ma rappresenta anche un importante strumento a copertura dell’inflazione. In periodi di inflazione alta come in questo momento, l’oro guadagna terreno, grazie alla stabilità del suo valore nel tempo.

Un bene rifugio in periodo di incertezza

E veniamo alla sua natura di bene rifugio, che fa si che aumenti ogni volta che vi siano periodi di grande incertezza, politica, economia e finanziaria. Un periodo come questo in cui la geopolitica fa da padrona, con il conflitto Russia-Ucraina in corso, le aspirazioni di egemonia di Stati Uniti e Cina e l’Europa al centro strangolata da una crisi economica di vaste proporzioni.