Lavoro: cresce fiducia ma dato Italia più basso d’Europa

Nel secondo trimestre 2022 cresce il Confidence Index rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

La fiducia nel mercato del lavoro cresce rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma questo non basta per poter definire i lavoratori italiani ottimisti. È quanto emerge dal Confidence Index – una ricerca periodica condotta da PageGroup, società di recruiting che opera in Italia con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel – che analizza la fiducia, a livello mondiale, dei candidati in termini di prospettive individuali e di mercato.

Dati in miglioramento

L’indice – ottenuto attraverso la somministrazione di oltre 2mila questionari in Italia – riporta un valore pari a 47, registrando un leggero incremento (del 4%) rispetto all’anno precedente. Una situazione in costante miglioramento dal 2016 (che presentava un valore di 36), con una crescita progressiva nel corso di questi anni di 11 punti. “Questi ultimi due anni – precisa Fabrizio Travaglini, managing director di PageGroup – nonostante abbiano presentato complessità sotto diversi punti di vista e chiaramente anche quello della fiducia, hanno registrato una situazione in miglioramento, pur mostrando ancora qualche incertezza legata al futuro”.

Nuove opportunità, work-life balance e salario

Dal Confidence Index – come rileva Travaglini – emergono alcuni dati piuttosto chiari. Il 35% crede di riuscire a cambiare lavoro entro tre mesi dall’inizio della ricerca di nuove opportunità professionali. A livello di work-life balance e competenze la situazione è ancora migliore: il 40% è convinto di riuscire ad ottenere un miglior bilanciamento tra vita professionale e vita privata e ben il 65% degli intervistati si dimostra fiducioso circa la possibilità di migliorare le proprie competenze. Per quanto riguarda la soddisfazione lavorativa il 46% è convinto di poter ottenere un incremento salariale ed il 49% una eventuale promozione. Numeri che registrano un incremento importante rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Segno che, – sottolinea Travaglini – nella mente dei lavoratori italiani, qualcosa sta cambiando: nel 2021, infatti, il 44% riteneva plausibile una promozione e solo il 37% un aumento di stipendio”.

Lo scenario europeo

Confrontando i dati con il resto dell’Europa, in cima troviamo a sorpresa la Polonia con 65 punti, la Germania registra un punteggio pari a 64 e l’Olanda 62. Seguono poi la Francia a 56, l’Austria e la Svizzera con 54. Infine, anche i nostri vicini del Sud Europa registrano un dato più alto: la Spagna 53 punti e il Portogallo 52, a conferma che la strada intrapresa è quella giusta sotto diversi punti di vista, ma – evidenzia il rapporto – che c’è ancora tanto da fare.