La pillola contro il Covid funziona, ricoveri dimezzati. I dati

Merck vuole accelerare la commercializzazione del suo farmaco, da assumere due volte al giorno una volta diagnosticato il Covid.

Presto sarà probabilmente disponibile un’altra arma contro il Covid-19, una pillola antivirale chiamata molnupiravir e prodotta dall’azienda Merck, che a breve chiederà ufficialmente alla Food and Drugs Administration statunitense di autorizzare l’utilizzo del farmaco su larga scala. L’azienda farmaceutica ha pubblicato i primi risultati della sperimentazione, che hanno mostrato una riduzione del 50 per cento di ricoveri e decessi delle persone recentemente infettate dal coronavirus.

La sfida

Lo studio è stato reso noto – si legge sull’agenzia Agi – proprio mentre Pfizer iniziava una sperimentazione di media-lunga durata per testare il suo farmaco orale per la prevenzione del Covid-19 tra chi è stato esposto al virus, un farmaco che impendisce, con la medesima logica dei vaccini, che la malattia degeneri e possa diventare grave. Una sfida della ricerca tra le più grandi aziende mondiali, tra cui anche la svizzera Roche, da tempo in competizione per lo sviluppo del farmaco, il primo nel suo genere. Cge potrebbe peraltro neutralizzare le resistenze ‘no vax’ e facilitare l’immunizzazione più larga possibile.

La sperimetazione

Merck ha fatto sapere di aver concluso la fase 3 di uno studio clinico, dopo che un’analisi ad interim aveva mostrato che il 7,3% dei pazienti che avevano ricevuto il farmaco erano deceduti, mentre tra coloro che avevano ricevuto un placebo il tasso di decessi era risultato pari al 14,1%. Un’analisi dei dati su 775 pazienti – fa sapere ancora Merck – ha mostrato che nessuno dei soggetti che aveva ricevuto il molnupiravir era morto durante i primi 29 giorni dello studio, a fronte di 8 decessi tra chi aveva assunto un placebo.

“Essendo il primo antivirale orale che mostra un beneficio nei pazienti di diagnosi recente, è piuttosto notevole”, ha commentato Nick Kartsonis, vicepresidente della ricerca clinica di Merck, “è chiaramente un importante punto di svolta nell’evoluzione della nostra lotta contro il Covid-19”.

“Ha superato quello che pensavo che il farmaco potesse essere in grado di fare in questo studio clinico”, ha affermato il dott. Dean Li, vicepresidente della ricerca Merck. “Quando si vede una riduzione del 50% dei ricoveri ospedalieri o dei decessi, si ha un impatto clinico sostanziale”.

Posologia

Se il farmaco venisse approvato, diventerebbe il primo del suo genere. La pillola va assunta due volte al giorno per cinque giorni da chi si è visto diagnosticare di recente il Covid-19. Merck ha riferito che chiederà l’autorizzazione di emergenza in Usa entro le prossime due settimane per poi domandarla in altri Paesi.

Il farmaco, fa sapere l’azienda, ha dimostrato una “efficacia consistente” nei confronti di numerose varianti del nuovo coronavirus, compresa la variante Delta. Tutti i pazienti coinvolti nello studio presentavano almeno un fattore di rischio, come il diabete, l’obesità o l’età avanzata.

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