ITA , partenza turbolenta: da “caso” Almaviva a tensione con i sindacati

La prima grana è quella legata al call center. Confermato sciopero il 24 settembre

Vendita dei biglietti al via da oggi, giovedì 26 agosto e decollo ufficiale il 15 ottobre per ITA, la compagnia che raccoglie il testimone di Alitalia. La partenza però è subito turbolenta.

La prima grana è quella legata al call center con Almaviva Contact che chiede l’intervento urgente del ministro delle Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, dopo aver appreso che ITA, società interamente pubblica, ha assegnato ad altro fornitore la gara per la gestione dei servizi di contact center, sostitutivi di quelli tuttora in capo ad Alitalia.

Caso Almaviva, a rischio futuro di centinaia di lavoratori

Una convocazione di garanzia in sede istituzionale delle parti interessate, “al fine di scongiurare le conseguenze del mancato rispetto della clausola sociale nel cambio appalto per il call center di ITA (Italia Trasporto Aereo), che mette a rischio immediato la continuità occupazionale di centinaia di lavoratori a Palermo e Rende, impegnati da vent’anni sul medesimo servizio assistenza clienti per Alitalia. Perché la tutela del lavoro non può ammettere discontinuità”.

Il bando ITA, “con termini senza precedenti per gare di simili dimensioni, è stato reso noto sabato 31 luglio, chiuso nelle successive due settimane di agosto e assegnato ieri, fissando a giorni la partenza di un servizio caratterizzato dalle stesse attività che Almaviva Contact eroga per l’analogo customer care Alitalia, attraverso 621 persone specificamente formate, oltreché dalla previsione di volumi di lavoro persino crescenti rispetto a quelli attuali”, comunica Almaviva. Un bando di gara per servizi di call center “privo di riferimenti alla clausola sociale, comprensivo invece di un punteggio premiale per l’indicazione di una sede operativa a Roma, con evidente penalizzazione per chi operi da tempo nel Mezzogiorno del Paese, guidato dal criterio del massimo ribasso economico e da una base d’asta insufficiente a coprire anche il solo costo del lavoro, elemento determinato con Decreto dal ministero del Lavoro perchè non riducibile”.

Una responsabilità “grave, quella assunta da ITA, che provocherebbe non solo il conseguente, obbligato ingresso in regime di ammortizzatore sociale al 100% entro i prossimi giorni per le 621 persone finora impegnate sullo stesso servizio, ma si dimostrerebbe un segnale ancora più distruttivo per l’intero settore, provenendo da una società totalmente pubblica”. Gli effetti delle scelte di ITA, “che mettono a rischio immediato la continuità occupazionale di centinaia di persone in territori del Paese già fortemente provati dalla fase tormentata dell’emergenza sanitaria, richiedono un intervento di garanzia istituzionale per assicurare l’indispensabile tutela del diritto di ogni singolo lavoratore del settore al mantenimento del proprio impiego, riconosciuto dalla legge e dal contratto collettivo di riferimento”.

ITA “bonsai” non piace ai sindacati

Ieri, intanto, primo incontro tra azienda e sindacati, subito in agitazione che hanno confermato lo sciopero del trasporto aereo indetto per il 24 settembre.

“Le organizzazioni sindacali confederali – si legge nella nota rilasciata a margine  -hanno manifestato la netta contrarietà all’ impostazione di ITA rispetto al dimensionamento della flotta e degli organici, alla mancata inclusione delle attività di handling e manutenzione sulle quali le scriventi hanno chiesto il proseguimento del confronto in sede istituzionale. Le organizzazioni sindacali stigmatizzano inoltre l’uscita dall’associazione datoriale Assaereo, annunciata dal Presidente, che potrebbe configurare la disapplicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro con condizioni altamente penalizzanti per i lavoratori, e contestualmente, favorendo in maniera autolesionistica il dumping salariale e salariale vanificando gli effetti dell’articolo 203 del decreto rilancio rendendolo inesigibile e vanificandone gli effetti, azione paradossale attuata da un’azienda di proprietà dello stesso Stato che ha emanato la norma”. “Nelle prossime ore – conclude la nota – verranno comunicate tutte le iniziative sindacali che metteremo in atto a tutela di tutti i lavoratori propedeutiche allo sciopero di 24 ore proclamato per il giorno 24 settembre”.

“ITA vuole avere mano libera sul contratto, vuole scegliersi i propri dipendenti, non tenendo conto delle esperienze lavorative”. Lo ha detto il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, uscendo dall’incontro con l’azienda. “Restano molti punti di distanza con l’azienda, chiediamo l’intervento di Palazzo Chigi nella trattativa e sul nodo dell’occupazione”, ha spiegato Tarlazzi.

“E’ una trattativa molto difficile ed in salita. Non siamo d’accordo sul piano occupazionale, chiediamo che tutti i dipendenti di Alitalia siano trasferiti in Ita. Va garantita l’occupazione”. Così Cleofe Tolotta, esponente di Usb, uscendo dall’incontro con i vertici di Ita. “E’ stato fissato un calendario molto fitto di incontri fino a metà settembre”, ha aggiunto la sindacalista.

 

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

ITA , partenza turbolenta: da “caso” Almaviva a tensione c...