Inflazione, stangata sulle vacanze: la classifica dei rincari

Dai trasporti agli alberghi passando per i voli internazionali. Intanto, il Mef registra un balzo delle entrate tributarie

Dagli alberghi ai trasporti passando per i voli internazionali: la fiammata dell’inflazione ( che a giugno vola e tocca l’8%, il tasso più alto da 36 anni) si abbatte come una scure sulle vacanze degli italiani. A mettere nero su bianco la classifica dei rincari è l’Unione Nazionale Consumatori elaborando i dati Istat.

Da hotel a trasporti, aumenti top

Cattive notizie sul fronte dei voli internazionali che aumentano del 124,1% rispetto a giugno 2021 e portano a casa anche il primato rispetto a tutte le voci del paniere, collocandosi al secondo posto assoluto degli incrementi mensili ( +21,3%).

Crescita del +33% per i voli nazionali che salgono di un terzo su base annua. Segue, nella classifica degli aumenti, il noleggio di mezzi di trasporto, l’affitto di garage e posti auto con +24,3% (+7,4% sul mese precedente, quinto posto della top ten mensile). Subito dopo alberghi, motel e pensioni che segnano un +21,4% rispetto allo scorso anno (+5,7% su base congiunturale, ottavo posto).

Consumi a rischio

Intanto, non nascondono i loro timori le associazioni datoriali. Confesercenti vede un “macigno sui consumi delle famiglie e sulla crescita”, Confcommercio teme per settembre “gravi effetti negativi” anche sul Pil. E Federdistribuzione segnala rischi per le filiere agroalimentari italiane. Le associazioni dei consumatori calcolano l’aumento del costo della vita. Il Codacons indica una “mazzata record” da 3.192 euro all’anno per una famiglia di quattro persone e prevede che l’inflazione raggiungerà il 10%.

La stangata è servita

L’Unione nazionale consumatori stima, solo per le bollette, un aggravio medio di 514 euro per la luce e di 394 euro per il gas e preme per tornare a prezzi amministrati. Federconsumatori sottolinea che i rincari già determinano rinunce, come attesta un calo di oltre il 16% del consumo di carne e pesce.

 

Mef, inflazione spinge entrate

Nei mesi di gennaio-maggio 2022 le entrate tributarie erariali ammontano a 188.674 milioni di euro, con un incremento di 18.562 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2021 (+10,9%).

Il Mef, intanto, fa sapere che il “significativo incremento” è influenzato da tre fattori: dal trascinamento degli effetti positivi sulle entrate che si sono determinati a partire dal 2021, dagli effetti del decreto Agosto, che nel biennio 2020-2021 avevano disposto proroghe, sospensioni e ripresa dei versamenti con possibilità di rateizzazione e, infine, dagli effetti dell’incremento dei prezzi al consumo che hanno influenzato, in particolare, la crescita del gettito dell’Iva.