Inflazione, la corsa non si ferma: ecco cosa può succedere

Intanto, le associazioni lanciano l'allarme: "emergenza nazionale che richiede interventi urgenti"

Non si ferma la corsa dell’inflazione. Ad agosto l’indice CPI NIC preliminare è aumentato dell’8,4% a/a (dal 7,9% di luglio), il livello più alto dal dicembre 1985, e quello armonizzato del 9% a/a (dall’8,4% di luglio), battendo ancora una volta le previsioni di consenso. L’Istat segnala che i principali motori dell’accelerazione sono stati i beni energetici non regolamentati (+41,6% da +39,8% di luglio), gli alimentari (+10,5% a/a da 9,5% di luglio) e i beni durevoli (+3,9% a/a da +3,3% di luglio).

Inflazione, la corsa non si ferma

La decelerazione dei prezzi dei carburanti ha potuto solo compensare parzialmente. Anche l’inflazione di fondo, che esclude l’energia e gli alimenti freschi, è salita al 4,4% dal 4,1% di luglio, segnalando che il trasferimento a valle delle pressioni passate sui prezzi dell’energia è ancora in corso”, spiega Paolo Pezzoli, Senior Economist di ING per il quale “per vedere il picco dell’inflazione dovremo probabilmente attendere che la recessione in arrivo abbia un impatto sul potere di determinazione dei prezzi da parte delle imprese”.

 

Secondo Pizzoli è “ormai chiaro che l’insieme di misure (tagli fiscali temporanei, tetti su parti della bolletta energetica) messe in atto dal governo sono riuscite finora solo a rallentare l’accelerazione dell’inflazione complessiva. “L’ulteriore aumento dell’inflazione di fondo suggerisce che, almeno fino ad agosto, le imprese ritenevano che le condizioni di base della domanda fossero sufficientemente buone da poter sopportare incrementi dei listini. Ciò supporta indirettamente la nostra opinione secondo cui, durante l’estate, l’effetto riapertura legato al turismo era ancora all’opera in Italia”.

Cosa può succedere?

In prospettiva, “nel breve termine la dinamica dell’inflazione sembra ancora fortemente legata ai capricci dei prezzi dell’energia e, in particolare, di quelli del gas” aggiunge Pizzoli. “La pressione sui redditi reali disponibili rimane estremamente elevata, con una dinamica salariale contrattuale che si aggira ancora intorno all’1% annuo. Prevediamo che la pressione sui prezzi inizierà ad attenuarsi nel corso del 4° trimestre del 2022, quando l’evaporazione dell’effetto riapertura lascerà il posto a una recessione guidata dai consumi che inciderà negativamente sul potere di determinazione dei prezzi delle imprese. Dopo questi dati  – conclude – rivediamo al rialzo la nostra previsione di inflazione media annua armonizzata al 7,7% per il 2022”.

Allarme delle associazioni

Per il Codacons i dati Istat sull’inflazione di agosto confermano in pieno l’allarme stangata lanciato dal Codacons e aggravano la situazione delle famiglie italiane alle prese con abnormi rincari di prezzi e tariffe.

Per Federconsumatori siamo in presenza di un “dato estremamente preoccupante, soprattutto se si considera l’impennata del tasso relativo al carrello della spesa, che cresce del +9,7%: il dato più elevato da giugno 1984.

Con l’inflazione a questi livelli l’aggravio per ciascuna famiglia sarà, in termini annui, di +2.503,20 Euro, di cui +543,20 Euro solo nel settore alimentare. Aumenti rilevanti, che incidono sui settori fondamentali della spesa delle famiglie, quelli dell’energia (+44,9%) e dell’alimentazione (+8%). Questi rincari sono particolarmente gravi perché colpiscono in maniera disuguale le famiglie e le aree del Paese, aumentando le disparità e le disuguaglianze a svantaggio delle famiglie meno abbienti e delle zone più fragili”.

Di “Caporetto per le famiglie” parla l’Unione Nazionale Consumatori. “L’inflazione sta dissanguando gli italiani! Un’emergenza nazionale che richiede interventi urgenti da parte del Governo per bloccare la spirale letale tra caro bollette e inflazione. Come temevamo, i costi impazziti del gas si sono ulteriormente trasferiti su tutti i prezzi finali e, in particolare, sui prodotti alimentari e le bevande analcoliche che in un solo mese decollano da un rialzo tendenziale del 10% ad un +10,6%, +0,9% in un solo mese” afferma il Presidente Massimiliano Dona.