Il Centrodestra di governo è già a pezzi, nuovo scontro sullo scostamento di bilancio

Continua il confronto fra Salvini e Meloni sullo scostamento di bilancio, mentre Berlusconi si erge a garante per Europa e Nato. Ma le nubi si addensano all'orizzonte.

Il centrodestra a guida Giorgia Meloni, che in base ai sondaggi si prepara a governare l’Italia dopo le elezioni di domenica 25 settembre, è diviso su parecchi temi, squassato dal confronto interno tra Fratelli d’Italia e la Lega per la leadership. Come noto Matteo Salvini non vede di buon occhio la prospettiva di essere subordinato alla leader di FdI, e secondo diversi osservatori alla Meloni fa comodo che la Lega perda voti, invisa com’è ai circoli che contano fra Bruxelles e Washington, per avere poi un ruolo subalterno al governo.

Si spiegherebbe così lo ‘scivolone’ della Meloni sul voto in Ue rispetto all’Ungheria, dove è rimasta alineata a Salvini in una posizione pro-Orban pur consapevole delle conseguenze che la cosa potrebbe avere sul piano economico, visti i 209 miliardi che l’Italia si appresta a ricevere dall’Europa sotto forma di Next Generation Ue. Senza contare che Meloni non vuol sentire parlare di Flat Tax al 15% come promesso da Salvini (insostenibile per i conti pubblici) e che Salvini risponde alle velleità presidenzialiste di FdI parlando di “tema non urgente” e rilanciando al contrario sulle autonomie regionali.

Nuovo scontro sullo scostamento di bilancio

Intanto prosegue il duello fra i due sullo scostamento di bilancio. In un’intervista al Sole 24 Ore sul programma elettorale, il leader della Lega Matteo Salvini insiste sulla necessità di uno scostamento di bilancio da 30 miliardi: “Non possiamo, purtroppo, – argomenta – governare la speculazione sui mercati, ma possiamo e dobbiamo garantire un futuro a famiglie e imprese, anche perché senza una iniezione importante di liquidità l’economia reale si fermerà: allora sì che dovremo temere speculatori e avventurieri. Trenta miliardi oggi, insomma, per non spenderne 100 o più domani. Chi chiede tempo e dice che si possa aspettare sbaglia: vale per Fdi e per il Pd: sono a rischio chiusura migliaia di imprese e botteghe, è a rischio il sistema produttivo”, conclude.

Meloni ribatte

“Lo scostamento del pareggio di bilancio – ribatte Meloni – non è la soluzione. E’ un pozzo senza fondo, sono soldi che regaliamo alla speculazione. Il punto di arrivo e’ il disaccoppiamento dei costi di gas ed energia, che è una misura strutturale”.

Berlusconi cuscinetto

Metteremo tutte le “risorse necessarie” contro il caro-bollette e “credo sia possibile farlo con le risorse di cui disponiamo. Non permetteremo a nessun costo e in nessun caso che gli aumenti dell’energia si scarichino sulle bollette pagate da imprese e famiglie con conseguenze molto molto gravi e un con costo molto più alto rispetto a un intervento sul gas”. Lo ha detto a Mattino 5 il leader di Fi, Silvio Berlusconi aggiungendo che questo intervento si farà “se possibile anche, e io lo credo, evitando uno scostamento” di bilancio. Ma se alla fine scostamento dovrà essere, ha spiegato, “lo concordiamo con l’Ue”.

Questo dopo che il leader di Forza Italia ha detto chiaro e tondo che, tornando al voto su Orban, è pronto a sfilarsi dal governo se questo dovesse farsi ammaliare dalle sirene ungheresi invece che restare agganciato ai parten storici dell’Europa Occidentale.