Green Pass, si pensa all’obbligo per la PA mentre resta l’anomalia degli hotel

Le misure relative al possesso del Green Pass interesseranno 3,5 milioni di lavoratori.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sta valutando la possibilità di estendere l’obbligo di Green Pass per i dipendenti pubblici in modo da estendere quanto più possibile la campagna vaccinale.

L’estensione – spiega Il Sole 24 Ore – potrebbe prendere forma nella fase di conversione in legge da parte del Parlamento del decreto del 6 agosto 2021, il provvedimento che ha introdotto l’obbligo di green pass per i trasporti a lunga percorrenza a partire da oggi.

Le misure relative al possesso del Green Pass interesseranno 3,5 milioni di lavoratori. Il numero è emerso da un’analisi della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro che ha esaminato come la nuova normativa per contenere i contagi Covid incida sugli occupati di quei settori in cui a partire da oggi vige l’obbligo del certificato verde. Quello della sanità e dell’istruzione sono gli unici in cui sussiste l’obbligo per la forza lavoro e, tra autonomi e dipendenti, arrivano a contare rispettivamente 1,6 e 1,9 milioni di occupati. Diverso è il discorso per chi lavora nei trasporti a lunga percorrenza(treni, navi, aerei, autobus): la normativa entrata in vigore oggi interessa infatti solo i passeggeri e, per il momento, non gli occupati (quasi 622mila).

C’è poi un ampia fascia di lavoratori che vive in una sorta di limbo normativo. Si tratta principalmente di coloro che sono impiegati in quegli ambiti per i quali il decreto legge del 23 luglio 2021 ha previsto l’obbligo del Green Pass dal 6 agosto per accedere alle strutture – ristoranti al chiuso, musei, palestre, piscine, centri benessere, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, sale gioco, concorsi pubblici – ma non ha specificato alcuna estensione per coloro che vi lavorano.

Una situazione che è stata denunciata dagli stessi consulenti del lavoro: se nella ristorazione l’obbligo esiste da tempo, con i clienti che pranzano al chiuso obbligati ad esibire il certificato verde non richiesto invece per camerieri, cuochi e responsabili di sala al lavoro,  ancor più anomala è anche la differenza con le strutture ricettive, dove al contrario non è previsto alcun obbligo di certificato verde, nemmeno per i clienti. Nel caso in cui si dovesse provvedere a disciplinare anche l’obbligatorietà per gli occupati di entrambi i settori, sarebbero interessati 1,3 milioni di lavoratori, tra dipendenti e autonomi.

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