Global Attractiveness Index 2021, Italia 20esima ma recupera gap su Germania

In un contesto europeo instabile l’Italia deve puntare sui risultati di sostenibilità e aspettative di crescita per spingere sugli investimenti. È quanto emerge dal Global Attractiveness Index 2021 (Gai) elaborato da The European House Ambrosetti. Nella classifica – che mappa 148 economie del mondo, con quasi 1 milione di data point raccolti, e cerca di cogliere in che modo cambia la “geografia dell’attrattivita’” al variare della velocità di ogni Paese rispetto agli altri – il nostro Paese scivola al 20esimo posto (contro il 18esimo posto 2020), riuscendo a mantenere un’attrattività medio-alta.

“L’indice – ha spiegato Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato scientifico del progetto di ricerca – presenta alle imprese una fonte ricchissima di informazioni su cui basare le loro strategie di diversificazione e di investimento. Dà alle autorità pubbliche una serie di spunti essenziali per migliorare la competitività del proprio Paese e colmare eventuali divari”. L’edizione 2021 ha visto l’introduzione, all’interno dell’Indice di Sostenibilità, di indicatori di disuguaglianza (reddito detenuto dal 10% più ricco e gender inequality index) e di progresso verso la “green economy” (quota di energia da fonti rinnovabili) e vede l’Italia come esempio virtuoso nel panorama europeo.

Nel 2021 l’Europa, – si legge nello studio – pur mantenendo, nel complesso, un’attrattività alta, appare minacciata da America del Nord e Asia Pacifica. Fra il 2009 e il 2019 la percentuale europea di Investimenti Diretti Esteri è diminuita passando dal 40% al 24% mentre la quota dell’America del Nord è salita dal 13% al 20% e nell’area Asean dal 3% al 12. L’Europa, inoltre, è stata una delle aree più colpite dalla crisi economica innescata dal Covid-19, con una contrazione percentuale doppia rispetto alla media mondiale (- 6,5% contro -3,2%). Tuttavia, se si considera il trend negli ultimi 5 anni, si registra un processo di accrescimento dell’attrattività. Infatti, nell’ultimo quinquennio, 20 Paesi europei su 27 hanno mostrato un miglioramento o mantenuto un posizionamento stabile. In questo quadro di fragilità prospettica dell’attrattività europea, la ripresa economica e il potenziamento dell’attrattività dipenderanno strettamente dagli interventi strutturali che potranno essere messi in atto, in particolare grazie al programma Next Generation Eu. Questo strumento rappresenta, infatti, un’opportunità di rilancio, date le ingenti risorse finanziarie messe in campo e gli ambiziosi programmi di riforme che mirano ad accrescere la resilienza e la competitività delle economie europee.

Nonostante il peggioramento di ranking lo score dell’Italia risulta in miglioramento di circa 1,8 punti (61,32 al 2021 a fronte del 59,50 al 2020). Un dato che consente al nostro Paese di recuperare “terreno” rispetto ad alcuni Paesi europei simili che lo precedono. Infatti, nel periodo 2017-2021 l’Italia ha guadagnato 3,93 punti nei confronti della Germania; 4,29 punti nei confronti della Francia; 15,65 punti nei confronti dei Paesi Bassi. In generale, guardando ai risultati del quinquennio, lo studio osserva un miglioramento complessivo dell’Italia, che guadagna cinque posizioni rispetto alla classifica dell’Indice di posizionamento del Gai del 2017 (25esimo posto).

Per quanto riguarda le criticità che emergono dall’edizione 2021 per l’Italia, il gruppo di ricerca ha formulato delle proposte che vanno nella direzione di un maggiore efficientamento e un migliore funzionamento del mercato del lavoro. Tra le altre cose, è stata proposta una riforma dei centri per l’impiego e del sistema di formazione post-universitaria, con l’obiettivo di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; l’introduzione di un salario minimo, da considerarsi come uno strumento di contrasto alla povertà e slegandolo dal tema delle politiche attive del lavoro e un piano di politica industriale credibile per le nuove generazioni, per la creazione di lavoro qualificato che contrasti il quadro emergenziale del presente.

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