Giro di vite UE sulla casa: stop affitto e vendita se spreca energia

Le nuove regole dettate dalla Commissione europea puntano a dare slancio agli edifici a "zero emissioni" per rispettare target 2050

L’obiettivo è quello di arrivare ad avere entro il 2050 tutti gli edifici ad “emissioni zero”. Per raggiungerlo la Commissione europea sta preparando una direttiva che verrà pubblicata il prossimo 14 dicembre – ma che è stata visionata da diversi organi di stampa – che stila un cronoprogramma e delega ai Paesi membri la definizione degli standard minimi di prestazione energetica che dovranno possedere gli immobili al più tardi dal 2027. Entro il 2035 poi tutti gli immobili presenti nel Paese dovranno rispettare i nuovi standard.

A far discutere però sono le “penalità” che verranno introdotte per gli edifici che non rispetteranno tali standard. La direttiva prevede infatti che gli Stati introducano delle norme per vietare la vendita e l’affitto degli immobili che a partire dal 2027 (per gli appartamenti in condominio gli standard scatteranno invece nel 2030), non abbiano raggiunti il minimo di efficienza energetica richiesto. Questo minimo sarà, spiega la direttiva, la classe energetica E a partire dal 2027, la classe energetica D, a partire dal 2030 e, infine, la classe energetica C a partire dal primo gennaio del 2033.

Una questione di non poco conto se si considera il fatto che la maggior parte degli immobili in Italia presenta la classe energetica più bassa, la G. Sebbene il Superbonus 110% sia nato proprio con la necessità di favorire l’efficientamento energetico degli edifici, la misura non sembra sufficiente per soddisfare gli obiettivi fissati da Bruxelles: il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha già fatto sapere che in base ai dati elaborati da Enea, “a fronte di 9,6 miliardi di lavori gli oneri ammontano a 10,5 miliardi, e siamo allo 0,5% del patrimonio immobiliare italiano”. Una riqualificazione energetica del patrimonio che ha costi molto elevati e che potrà essere sostenuto solo in parte dallo Stato visto che gradualmente i bonus caleranno fino al 65%.

In base alla direttiva in ogni caso si potrà comunque vendere o affittare il proprio immobile a patto di assumersi l’impegno di raggiungere la classe energetica indicata dal provvedimento entro tre anni dalla stipula dell’atto di vendita o del contratto di affitto. La proposta della Commissione Ue una volta pubblicata prima di essere applicata dovrà comunque essere approvata sia dal Consiglio europeo che dal Parlamento Ue, non sono quindi escluse modifiche nel corso dell’iter legislativo.

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