Gas: nuovo record storico, imprese allo stremo. Si attendono le misure anti-crisi

Un nuovo pacchetto di misure potrebbe essere inserito con un emendamento al decreto Aiuti Bis a settembre, mentre le imprese chiedono di fare presto pena la chiusura di molte attività

Il gas raggiunge nuovi record ad Amsterdam, a causa della speculazione, le famiglie stanno tagliando i consumi, perché non riescono a pagare le bollette, e le imprese sono allo stremo, perché non riescono più a far quadrare i conti, a causa dell’aumento esponenziale del costo di energia e trasporti. Una crisi senza fine che non colpisce solo l’Italia, ma l’Europa intera, mettendo a repentaglio la ripresa economica scattata dopo la pandemia. Cosa si può fare ora? Cosa si chiede al Governo e ai partiti politici in lizza durante la campagna elettorale?

Il nuovo record storico del gas

Sul mercato di Amsterdam, il future sul gas TTF, prodotto di riferimento per l’Europa, ha toccato un nuovo record storico di 321,4 euro per Megawattora, in rialzo del 10% rispetto al giorno precedente.

Un movimento che tiene conti delle preoccupazioni per la prossima chiusura del gasdotto Nord Stream, che porta il gas dalla Russia all’Europa, dal 31 agosto al 2 settembre. Ma soprattutto sconta i timori che Mosca possa usare il gas come arma di ricatto per bloccare definitivamente le forniture in autunno o nel corso dell’inverno.

Un mercato che sconta però anche la speculazione, che amplifica i movimenti del mercato con i volumi e spesso scommette contro il mercato stesso.

Famiglie e imprese alla “canna del gas”

L’aumento del prezzo del gas rischia di essere una bomba sociale, perché le famiglie, tagliano i consumo, non riuscendo più a pagare le bollette. E si rischia anche un raddoppio delle tariffe determinate dall’ARERA il prossimo 1° ottobre.

La situazione è grave anche per le imprese che lanciano appelli al governo. “Il governo Draghi può e deve intervenire”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ieri sera al Tg1.

Confcommercio avverte che sono a rischio 120 mila imprese e 370 mila posti di lavoro, perché la spesa per l’energia nel comparto terziario dovrebbe raggiungere i 33 miliardi quest’anno, il triplo rispetto al 2021 ed il doppio rispetto al 2019.

Le aziende energetiche rifiutano nuove forniture

A rendere più drammatica la situazione contribuisce il rifiuto di alcune aziende pubbliche a stipulare nuovi contratti commerciali con le imprese.

Alcune multiutility a partecipazione pubblica, come Hera ed A2A, stanno garantendo la fornitura di gas ai clienti storici, ma hanno deciso di non stipulare nuovi contratti con le imprese perché sul futuro non c’è certezza e la volatilità del mercato è elevata.

Nuove misure in arrivo a settembre

Il governo ha già aperto ad un possibile aggiustamento del decreto Aiuti Bis, mediante un emendamento, che consenta di introdotte nuove misure di emergenza per sostenere le famiglie e le imprese.

“Ci sono i margini per un nuovo decreto per calmierare gli effetti del prezzo del gas che ha raggiunto livelli record insostenibili”, ha affermato il viceministro all’Economia Laura Castelli, sulla linea di quanto anticipato alcuni giorni fa dal Ministro Roberto Cingolani, che non ha escluso anche la possibilità di razionamento.

Le imprese chiedono al governo un intervento veloce, che passi per l’azzeramento degli oneri di sistema, l’abbattimento dell’IVA sulle forniture di gas ed elettricità, il raddoppio del credito d’imposta sulle fatture energetiche. Tutte misure per alleviare le imprese nel breve, mentre per correggere le distorsioni del mercato invece si chiede la fissazione di un tetto al prezzo del gas e livello europeo ed, al limite, anche a livello nazionale, la decorrelazione fra prezzi dell’elettricità e del gas, ed una sospensione temporanea dei certificati ETS. Si potrebbe poi riservare una quota della produzione di energia rinnovabile a costo amministrato per le aziende manifatturiere.