Gas, il piano di Bruxelles per ridurre la dipendenza dalla Russia

Termostati giù di 1 grado nelle case, tetto di 19 gradi negli edifici pubblici

E’ ormai quasi pronto il Piano Europeo per far fronte all'”inverno del gas” (ottobre-marzo) e risparmiare metano – soprattutto quello proveniente dalla Russia – utilizzando fonti di calore alternative per il riscaldamento e attraverso “campagne di risparmio di gas mirate alle famiglie per l’abbassamento del termostato di un grado, ma anche imponendo, laddove tecnicamente fattibile e applicabile, la riduzione del riscaldamento di edifici pubblici, uffici, edifici commerciali (in particolare grandi edifici) a 19 gradi”.

Interventi normativi e incentivi

“Nelle circostanze attuali, attraverso interventi normativi mirati e incentivi a partire dall’estate, combinati con il potenziale di risparmio derivante dall’attuazione del Piano di risparmio energetico, è possibile ridurre il costo di un’eventuale forte carenza in inverno. Ciò consentirebbe inoltre di distribuire la riduzione nel tempo, di contribuire al trasporto di una maggiore quantità di gas da ovest a est, di riempire meglio gli stoccaggi e di inviare segnali ai consumatori che hanno la possibilità di effettuare lo switch a costi inferiori”, E’ quanto prevede la bozza iniziale del piano denominato “Risparmiare gas per un inverno sicuro” che sarà presentata dalla commissione il 20 luglio.

Principi e criteri per la domanda

La riduzione della domanda – prosegue il documento redatto a Bruxelles – “può essere ulteriormente raggiunta implementando le misure di risparmio di gas in tutti i settori e utilizzando i criteri di priorità ‘intelligenti’. Il Piano stabilisce i principi e i criteri per una riduzione coordinata della domanda, volta in particolare a proteggere non solo le famiglie e le utenze essenziali come gli ospedali, ma anche le industrie, che sono decisive per le catene di approvvigionamento dell’Ue, la competitività e la fornitura di prodotti e servizi essenziali per l’economia.

Si basa sui piani di emergenza nazionali esistenti e sulle migliori pratiche”, si legge nella bozza, secondo la quale “la gestione della domanda dovrebbe essere rivolta in via prioritaria ai settori con migliori possibilità di sostituzione e che offrono maggiori possibilità di ripartire l’onere in tutta l’economia, proteggendo al contempo il Pil e l’occupazione. Si ridurrebbero i rischi di strozzature a valle e di pressioni inflazionistiche e si favorirebbe la copertura di rischi imprevisti (ad esempio, un inverno rigido)”.

Il ruolo degli Stati membri

Nella bozza d’entrata – che è all’esame della interservizi ed è soggetta a modifiche – la Commissione europea chiederà agli Stati membri di ridurre il consumo di gas, agendo anche sui termostati di riscaldamento e condizionamento, ma soprattutto risarcendo le industrie a cui verrà chiesto il taglio, attraverso l’uso dei fondi del Repower e del Next Generation Ue. L’obiettivo è attutire di almeno un terzo l’impatto che l’interruzione totale del gas russo potrebbe avere sull’economia europea. Tra le indicazioni vi saranno anche quella di limitare il riscaldamento a 19 gradi e l’aria condizionata a 25. Inoltre le centrali elettriche a carbone otterranno una deroga per quanto riguarda gli obiettivi di emissioni. L’obiettivo è comunque di passare quanto prima alle energie rinnovabili ma sarà possibile prorogare l’attività delle centrali nucleari.