Gas: cosa succede se Putin chiude i rubinetti

Von der Leyen: "Entro metà luglio piani emergenza, Ue si prepari a nuovi tagli. Prepararsi all'eventualità che la Russia tagli completamente le forniture di gas".

La guerra in Ucraina assume sempre più, ed era inevitabile, anche la dimensione di guerra energetica. Dopo lo stop alle forniture ad alcuni paesi nordici ed al taglio verso la Germania, la prospettiva è quella di una totale chiusura dei rubinetti da parte di Mosca. Una prospettiva cui l’Unione europea deve prepararsi per tempo, come ha sottolineato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

L’ipotesi del taglio totale di forniture

“Dobbiamo prepararci per ulteriori problemi nelle forniture di gas, anche per un taglio completo da parte della Russia – ha detto intervenendo nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo – nel complesso oggi 12 Paesi membri sono direttamente colpiti da una riduzione totale o parziale delle consegne di gas. E’ ovvio: Vladimir Putin continua ad usare l’energia come un’arma. E’ per questo che la Commissione sta lavorando a un piano di emergenza: presenteremo questo piano e gli strumenti necessari entro la metà di luglio. Gli Stati membri hanno i rispettivi piani nazionali di emergenza già in vigore. Questo è positivo, ma servono un coordinamento europeo e azione comune. Dobbiamo assicurarci che, in caso di forti difficoltà, il gas fluisca verso i luoghi in cui serve maggiormente. Dobbiamo fornire solidarietà europea. E dobbiamo proteggere il mercato unico e le catene del valore dell’industria”, ha concluso.

Le scorte di gas naturale nell’Ue “una settimana fa erano al 55% e ora dovremmo essere al di sopra” di quella soglia. Il G7 ha deciso di lavorare a livello internazionale per arrivare ad un “potenziale meccanismo” che imponga un tetto al prezzo del petrolio russo. Occorrerà “un approccio globale, un’alleanza di molti Paesi disposti a mettere un tetto al prezzo del petrolio russo e bisognerà convincere molti Paesi che non vogliono unirsi all’alleanza perché non aggirino” il tetto.

Quadro regolatorio

La Commissione Europea presenterà i “risultati” delle sue “valutazioni” sulle modifiche da apportare al quadro regolatorio Ue in materia di governance economica, incluso il patto di stabilità, “sotto la presidenza ceca”, cioè entro la fine del 2022, ha detto von der Leyen, intervenendo nella sessione plenaria del Parlamento a Strasburgo. “In tutti gli Stati membri – afferma von der Leyen – lo stato dell’economia inquieta sempre di più. La crisi della Covid-19 ha fatto aumentare i deficit”.

“Poi – continua – nel momento in cui l’economia cominciava a riprendersi, la Russia ha lanciato il suo feroce attacco all’Ucraina, che ha accelerato l’inflazione in tutti i settori, dall’alimentazione all’energia. E, nello stesso tempo, gli investimenti restano essenziali per riuscire nella transizione verso un’economia verde e digitale. Per questo dobbiamo ripensare il modo in cui produrre crescita, in un contesto politico ed economico molto diverso. Prendete le regole della nostra governance economica: servono regole che consentano un livello di investimenti più elevato e una politica di bilancio sana. La sostenibilità del bilancio e la crescita vanno insieme, per forza”, conclude.

North Stream chiuso: i timori della Germania

Dopo l’annuncio di Gazprom di un blocco per dieci giorni, dall’11 al 21 luglio. In un’intervista ai giornali del Gruppo Funke, il presidente dell’Agenzia federale delle reti, Klaus Muller, ha affermato che la manutenzione di routine del gasdotto potrebbe “trasformarsi in una manutenzione politica che durerà più tempo”. E se il flusso di gas proveniente dalla Russia dovesse fermarsi “per un periodo lungo, allora dovremo parlare seriamente del risparmio” nei consumi di energia”, ha avvertito Muller.

I primi due terminal per rigassificare il gas Lng in Germania entreranno in funzione a fine anno o all’inizio del prossimo, ha anticipato il ministro dell’Economia, Robert Habeck. In una intervista al Welts am Sonntag, il ministro ha reso noto che il governo tedesco ha preso in leasing quattro terminal galleggianti.

“Due navi sono già disponibili quest’anno e saranno dispiegate a Wilhelmshaven e Brunsbüttel a fine anno”, ha detto. La Germania si sta allontanando dal gas russo “a un passo mai visto prima”. Mosca ha annunciato lo stop del flusso di gas in Nord Stream dall’11 al 21 di questo mese per presunti lavori di manutenzione.