G7 al via in Cornovaglia: l’Occidente sfida il Dragone

Sarà questo il leitmotiv che accompagnerà il G7 a guida britannica che si apre oggi in Cornovaglia.

L’America è tornata e, dopo l’uscita di scena di Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden punta a ricompattare il fronte europeo per renderlo in grado di affrontare unito la Cina. Sarà questo il leitmotiv che accompagnerà il G7 a guida britannica che si apre oggi in Cornovaglia.

“Oggi – ha commentato su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen – gli occhi del mondo sono puntati sulla Cornovaglia mentre ci incontriamo per il primo giorno di G7. Ripresa globale, salute, clima, sviluppo, sicurezza: abbiamo 3 giorni per riunirci e portare il cambiamento che le persone si aspettano. Per iniziare, avrò un incontro con i leader del G7 dell’Ue, per coordinarmi”.

I lavori

La giornata di oggi vedrà la prima sessione di lavoro, con il presidente del Consiglio Mario Draghi come lead speaker, dedicata in particolare all’economia e alla giustizia sociale sotto il titolo “Building Back Better: Recovery for All” (Ricostruire in meglio: una ripresa per tutti). Domani sono previste sessioni incentrate sulla flessibilità, sulla politica estera, su sanità e vaccini, e domenica sulla società aperta e infine sul clima e una politica più verde. Le ultime tre sessioni saranno allargate ai leader ospiti di Australia, Corea del Sud, India e Sudafrica.

Ricompattare l’Occidente

“Rafforzare l’alleanza e mandare un messaggio a Russia e Cina: il legame tra Stati Uniti ed Europa è molto stretto e il G7 comincerà ad agire”. Questo l’obiettivo annunciato ieri da Biden alla vigilia del suo primo viaggio all’estero da quando è entrato in carica. Per il presidente Usa si tratterà di una maratona diplomatica di otto giorni volta a ricostruire le relazioni transatlantiche, messe a dura prova durante l’amministrazione Trump, e a reinquadrare i rapporti con la Russia di Vladimir Putin. Dopo il G7 Biden volerà a Bruxelles, per i vertici della Nato e con l’Unione europea e concluderà la missione il 16 giugno a Ginevra con l’atteso primo bilaterale con il leader del Cremlino.

Ieri la vigilia del G7 è stata dominata dal bilaterale di Biden con il padrone di casa Boris Johnson. A margine dell’incontro è stata svelata l’ambizione di dar vita a una nuova Carta Atlantica per sancire la nascita di “un fronte delle democrazie” dinanzi alla sfida di Paesi come Cina o Russia. È stata, inoltre, annunciata la donazione di un miliardo di dosi di vaccini anti Covid ai Paesi meno ricchi del pianeta fra quest’anno e la prima metà del 2022: 500 milioni di dosi messe sul piatto dagli Usa – definite da Biden una sorta di “arsenale per sconfiggere la pandemia e senza richiesta di contropartite” –, 100 milioni dal Regno Unito e altri 400 milioni fra Giappone, Canada, Germania, Francia e Ue.

Il primo tassello della strategia del G7 contro il Dragone prevede la richiesta all’Oms dell’avvio di un’indagine sull’origine del coronavirus che ha causato la pandemia. Richiesta che riapre i sospetti sulla sua creazione nel laboratorio di Wuhan.

Trade and Tech Council

Per arginare arginare la corsa di Pechino sul fronte economico l’amministrazione Usa punta sul “Trade and Tech Council” l’organismo che presiederà la nuova partnership tra Usa e Unione Europea su tecnologia e commercio al fine di contrastare le pratiche messe in atto dalla Cina e promuovere i valori della democrazia. L’iniziativa di questa commissione congiunta è partita dall’Unione Europea e la Casa Bianca ansiosa di dimostrare il rinnovato impegno alla collaborazione ha accettato. I dettagli del progetto, contenuti nella bozza con le conclusioni del vertice, saranno annunciati da Biden e von der Leyen in occasione del loro incontro a Bruxelles. Tre saranno le aree di collaborazione. La prima sarà una cooperazione transatlantica sugli standard tecnologici e commerciali internazionali, dove verranno incluse le criticità rilevate nelle catene di approvvigionamento sia in termini di dispositivi medici che di semiconduttori. Si lavorerà per riportare la produzione sotto le rispettive giurisdizioni. Altri campi saranno l’intelligenza artificiale e la sicurezza informatica passando per la governance dei dati e delle piattaforme tecnologiche in modo da avere standard comuni, contro il dominio cinese.

“Cina e Russia – ha affermato la presidente della Commissione Ue – sono fonti di particolare preoccupazione. Il G7 è unito e determinato a proteggere e promuovere i nostri valori e rafforzare il multilateralismo”.

Non è un caso che il piano per la ripresa che verrà approvato dal G7 è definito “La Via della Seta delle democrazie”. A sostenerlo ci saranno i 650 miliardi di dollari stanziato dal Fondo monetario internazionale. “Lanceremo un’iniziativa per investire nelle infrastrutture fisiche e digitali dei Paesi a basso reddito in alternativa a quella offerta dalla Cina ma con standard più alti, attenzione al clima, trasparenza, e regole”.

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