Evasione fiscale, il Mef boccia il Cashback

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze boccia il cashback e rilancia la lotteria degli scontrini

Delineare alcune possibili opzioni nell’ambito delle quali il governo potrà scegliere le misure da adottare per per ridurre l‘evasione da omessa fatturazione come previsto dal traguardo M1C1 del Pnrr. Con questo obiettivo il ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato a fine dicembre la “Relazione per orientare le azioni del governo volte a ridurre l’evasione fiscale da omessa fatturazione”.

Nel periodo 2014-2019 la media stimata del gap delle entrate tributarie e contributive in Italia è stata di circa 105 miliardi di euro. Di questi circa due terzi sono rappresentati dalla somma dell’evasione Irpef (circa 37 miliardi di euro) e dell’IVA (circa 33 miliardi di euro). L‘evasione da omessa fatturazione incide direttamente sul gap dell’IVA e indirettamente su quello delle imposte dirette. In tale scenario – sottolinea la Relazione – “la diffusione dei pagamenti elettronici può rappresentare un’utile precondizione per il contrasto dell’omessa fatturazione, in particolare nel caso delle transazioni B2C, posto che il ricorso al contante impedisce di tracciare le transazioni che non sono state fatturate”.

Nell’ambito del piano “Italia Cashless” – introdotto dal governo per incentivare l’uso di carte e app di pagamento attraverso misure restrittive in materia di utilizzo del contante e incentivi all’utilizzo dei pagamenti elettronici, – la Relazione analizza i principali strumenti messi in campo.

Lotteria degli scontrini

Sulla lotteria degli scontrini il documento spiega che non sono ancora disponibili dati e informazioni sufficienti per una valutazione ex post. Dall’inizio della lotteria sono stati rilasciati quasi 6 milioni di codici e l’andamento costante dei premi associato alla flessione degli scontrini ha determinato un incremento della probabilità di vincita.
I premi pagati ai vincitori ammontano complessivamente a 16,6 milioni di euro su un estratto di oltre 30 milioni di euro. L’ingegneria finanziaria della lotteria – diversamente dal cashback – consente al “banco” di porsi in una condizione che non determina perdite per l’Erario. A questo – evidenzia la Relazione – si aggiunge il recupero di entrate su cui al momento non sono ancora state effettuate rilevazioni. Pur approvando la misura il documento rileva, tuttavia, una partecipazione in continuo calo a causo della mancata pubblicità all’iniziativa da quando è cambiato il governo, tanto che in molti sono convinti che sia stata abolita.

Per tale ragione il Mef punta a rilanciarla. L’Agenzia delle dogane e l’Agenzie delle Entrate stanno lavorando a un’estrazione istantanea con premi più piccoli, sul modello “Gratta e vinci”, a cui si potrà partecipare in maniera automatica attraverso moneta elettronica e app al posto del sistema che impone di fornire ogni volta il codice lotteria. Allo studio anche “iniziative ad hoc” sulla Rai per l’estrazione del premio annuale da 5 milioni e una nuova campagna di comunicazione.

Progetto cashback

Negativo, invece, il giudizio sul cashback. La Relazione afferma che il progetto ha contribuito a stimolare i pagamenti elettronici e a rafforzare la digitalizzazione del Paese “ma non sembra aver conseguito effetti significativamente differenti per i settori a più elevata propensione all’evasione fiscale”. Inoltre “i dati non sembrano confermare un effetto generalizzato di arresto della spinta alla digitalizzazione a seguito della sospensione del cashback”.
I dati mostrano che nel primo semestre 2021, quando è stato in vigore il rimborso del 10% della spesa effettuata con carta fino ad un massimo di 150 euro, sia il numero sia il valore delle transazioni con pagamenti elettronici sono aumentati in maniera significativa rispetto al primo semestre 2019 (da 300 a 430 milioni di transazioni, da 16,5 a 20,3 miliardi di valore) ma sulla base di stime “preliminari e limitate” non si può dire che l’impatto sia stato maggiore nei comparti in cui è maggiore la propensione a evadere. Tirate le somme, per il Mef, considerato il costo del progetto, pari a circa 3 miliardi l’anno, il gioco non vale la candela.


Raccolta di dati

Tra le proposte contenute nella Relazione figura un rafforzamento dei poteri istruttori di cui dispone l’Agenzia delle Entrate. La proposta di intervento normativo prevede che nell’ambito dell’ordinaria attività di acquisizione dati e informazioni da fonti pubblicamente disponibili, l’Agenzia delle Entrate possa, avvalendosi di algoritmi appositamente addestrati ed altre soluzioni di Intelligenza artificiale, effettuare sistematicamente attività di analisi del rischio basate sulla raccolta massiva e sull’elaborazione automatizzata dei dati liberamente accessibili su siti e piattaforme web nonché di quelli resi pubblici dagli utenti. La raccolta sistematica di tali dati potrebbe essere realizzata utilizzando il “data scraping”, tecnica basata sulla realizzazione di algoritmi che in maniera automatizzata possono navigare il web allo scopo di estrarre informazioni che potranno poi essere salvate in un database con l’obiettivo di rendere fruibili tali informazioni per l’analisi e l’incrocio con altre banche dati. Questa proposta – sottolinea la Relazione – deve essere sottoposto al parere del Garante Privacy.

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