Europa divisa sul modello Sure per l’energia: no di Germania e Olanda

Bocciata la linea Gentiloni che ha proposto il programma utilizzato durante la pandemia anche in chiave energetica

Dopo l’esperienza isolata della pandemia, l’Europa torna a dividersi sulla questione energetica e, fra un botta e risposta sull’adeguatezza del maxi Piano di Berlino per affrontare l’emergenza, emerge chiara e netta divisione fra Nord e Sud e fra Stati che vantano un avanzo di risorse di bilancio e Paesi con minor margine di manovra. E così non prende piede l’ipotesi di uno Sure bis.

La riunione dell’Ecofin, il vertice dei ministri dell’economia e delle finanze degli Stati membri dell’Unione europea, ha dato l’ok per adottare il piano elaborato dal Consiglio europeo sul RePowerEU, in base alla quale i fondi destinati al PNRR potranno essere utilizzati per finanziare gli investimenti e le riforme-chiave per raggiungere gli obiettivi del piano energetico europeo.

Non passa però la linea Gentiloni sulla possibilità di aiutare i Paesi membri utilizzando uno strumento sul modello del programma Sure anche in chiave energetica. L’idea avanzata dai commissari Paolo Gentiloni e Thierry Breton e pubblicata come editoriale su varie testate europee, è stata portata al tavolo delle trattative dal ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire, sostenuta anche dall’Italia.

Il nodo Sure

Alla riunione dei ministri dell’economia e delle finanze dell’Unione europea si è infatti discusso anche del modo di affrontare la crescita dell’inflazione a livello continentale sostenuta dal consistente aumento dei prezzi per l’energia. La proposta del commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni di ricorrere a uno strumento simile a quello di Sure, il programma adottato nel pieno dell’emergenza Covid, non ha però incontrato il favore di Germania e Olanda. “Dobbiamo fare progressi sugli acquisti comuni di gas, dobbiamo cambiare la struttura del mercato elettrico, ma gli strumenti che sono stati utilizzati durante la pandemia non possono essere trasferiti uno a uno” in un contesto di “shock dell’offerta e uno scenario di inflazione”, ha dichiarato il ministro tedesco dell’economia Christian Lindner. Per la ministra delle Finanze olandese Sigrid Kaag non è necessario riproporre lo schema del modello Sure: “siamo in tempi incerti, non sappiamo quanto sarà lungo l’impatto” della guerra “sull’inflazione e sull’economia”.

Frena anche Bruxelles

I commissari europei Paolo Gentiloni e Thierry Breton, in un editoriale pubblicato in Italia dal Corriere della Sera e in Francia da Los Echos, hanno proposto di riadattare il piano Sure. Un modello che secondo Gentiloni consente di “evitare la frammentazione e aumentare la solidarietà tra Paesi”. In serata però, attraverso il portavoce Eric Mamer, è scesa in campo anche la Commissione Ue per prendere le distanze: “Gli editoriali sono iniziative personali dei commissari competenti. Non impegnano la Commissione. La stessa presidente Ursula von der Leyen ha parlato della necessità di soluzioni europee”.