Eurispes, cittadini preoccupati da crisi energia e guerra

Italia paese europeo con più NEET: 3.085.000 nel 2020. PNRR: 63,8% non crede nel corretto utilizzo dei fondi

Conflitti e crisi energetica sono in cima alle preoccupazioni degli italiani. L’84,3% dei cittadini, infatti, è preoccupato dalla possibilità di un conflitto mondiale, mentre l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia preoccupa l’83,2% degli italiani. Ma la crisi energetica preoccupa anche di più (87,3%). È quanto emerge dal 34° Rapporto Italia dell’Eurispes dal quale emerge anche che l’insicurezza del lavoro è avvertita dal 14,3%.

 

Cittadini preoccupati da crisi energia e guerra

L’emergenza sanitaria e le preoccupazioni legate alla salute turbano ancora il 14,3% dei cittadini e il 7,4% che teme la possibilità di ammalarsi. La crisi climatica è fonte di preoccupazione nel 6,8% dei casi. La sicurezza della propria città/paese preoccupa il 3,8% e il 3,6% teme l’immigrazione. Meno preoccupante sembra essere l’espansionismo economico della Cina, che in ogni caso suscita la preoccupazione di più della metà del campione (56,1%).

Ancora: il 45,3% delle famiglie italiane è costretta ad utilizzare i risparmi per arrivare a fine mese, dato in crescita dell’8,2% rispetto al 2021, sebbene l’anno peggiore sia stato il 2020 con il lockdown (47,7%). Diminuiscono del 9% (rispetto al 2021) le famiglie che affrontano senza problemi tutte le spese mensili (35,3%). Anche la capacità di risparmiare è diminuita nell’ultimo anno (22,9%; -4,7%); mentre aumentano del 4,8% le famiglie che trovano difficoltà a pagare la rata del mutuo raggiungendo il livello più alto finora registrato (43%); diminuisce, seppur di poco, il numero di chi riesce con difficoltà a far fronte al canone d’affitto (-1,8%).

Circa una famiglia su quattro affronta con fatica le spese mediche (24,5%), mentre sono sempre di più le persone che affermano di avere difficoltà a pagare le utenze di gas, luce, ecc.: con il 34,4% di risposte affermative si registra quest’anno la percentuale più alta della serie storica considerata, 2017-2022 (+7,4% sul 2021).

La situazione economica generale del Paese

Nel complesso, la maggior parte dei cittadini ritiene che vi sia stato un peggioramento netto o parziale (59,1%). Il 10,3%, un cittadino su dieci, ritiene che la situazione economica dell’Italia sia migliorata (nettamente o in parte) nel corso di quest’anno. Per il 14,3% l’economia italiana nell’anno appena trascorso ha vissuto un periodo di stabilità. In molti non hanno saputo dare indicazioni in merito (16,3%).

Che cosa si aspettano gli italiani

Guardando al futuro, la convinzione è che la condizione economica generale sia destinata a subire un peggioramento (47%). Per il 24,3% stiamo per vivere un periodo di stabilità e solo per il 6,4% ci sarà un miglioramento.

Che cosa pensano gli italiani del Pnrr?

Il 63,8% non crede nel corretto utilizzo dei fondi; più di un terzo degli italiani, il 36,2%, si dichiara invece fiducioso che le risorse verranno correttamente utilizzare. Il 25,5% dei cittadini vorrebbe le risorse impiegate per la manutenzione e la messa in sicurezza delle opere esistenti, affermando una fragilità percepita delle nostre infrastrutture. Il 24,8% guarda al futuro, prediligendo la conversione ecologica delle infrastrutture presenti, mentre il 24,5% vorrebbe interventi mirati a colmare il ritardo infrastrutturale del Mezzogiorno. Solo 1 italiano su 10 (10,2%) vorrebbe che i fondi venissero impiegati per la creazione di grandi opere.

Secondo i dati rilevati dall’Eurispes, inoltre, il 59,1% degli italiani ritiene importanti il giudizio e la fiducia che l’Unione europea ripone nel nostro Paese; di contro, il 40,9% dei cittadini non dà importanza a questo aspetto.

Fieri di essere italiani

Ai cittadini è stato chiesto in quale misura si sentano orgogliosi quando il nostro Paese ottiene riconoscimenti/successi internazionali. I riconoscimenti in àmbito culturale sono sentiti dal 79,5% degli italiani, mentre l’83,6% si sente orgoglioso dei successi nel settore musicale. I film nostrani che hanno successo a livello internazionale suscitano orgoglio nell’82,8% dei casi. Le vittorie nelle discipline olimpiche inorgogliscono l’81,9% degli italiani, mentre i successi del calcio rendono fieri il 72,2%. Una cucina esportata e copiata in tutto il mondo rappresenta un vanto per l’84,6% mentre poco meno della metà degli italiani si sente orgoglioso del nostro Paese sul fronte dei riconoscimenti internazionali in àmbito politico (47%).

Pronti a ripartire

“Mai avremmo pensato di dover presentare il Rapporto Italia in una situazione segnata dal sommarsi della emergenza della pandemia del Covid, una tragedia che continua a mietere centinaia di vittime ogni giorno, con l’emergenza della guerra che si è aperta inaspettatamente nel nostro continente”. Così nelle considerazioni generali che aprono il Rapporto il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara. “Come comunità italiana dobbiamo oggi riflettere anche per prendere coscienza dei limiti dei nostri sistemi conoscitivi. Un dato è certo: le due emergenze si sono rivelate al mondo come fatti sorprendenti, inattesi, imprevedibili. Questo è il punto su cui riflettere, pensando a quanto sia controproducente e lontana da ogni riferimento etico la posizione di chi ha giustificato i propri evidenti limiti di analisi, conoscenza e previsione, definendo queste emergenze semplicemente delle “sorprese strategiche maggiori””.

“Ci troviamo, dunque, – prosegue Fara – in un momento di passaggio cruciale, in uno snodo della storia carico di indeterminatezza per il futuro, e questo vale particolarmente proprio per noi, per l’Europa”.

Nel passaggio storico che stiamo vivendo, conclude il Presidente dell’Eurispes, occorre operare per la costruzione di una “Buona Società”. Ciò significa, al di là di ogni possibile rigurgito o tentazione ideologica, agire per la identificazione e condivisione del punto di equilibro di una vera coesione sociale. Un nuovo patto sociale che si basi sulla affermazione o, meglio, sulla riaffermazione di quei valori umani indicati dalla Costituzione italiana sui rapporti etico-sociali; valori esplicitati come diritti e doveri alla solidarietà, come responsabilità verso se stessi e gli altri, come apertura al merito. Questi ultimi due anni segnati prima dalla pandemia e poi dalla guerra in Ucraina, hanno messo a dura prova il Paese ma, nello stesso tempo, hanno evidenziato la sua capacità, talora inattesa, di resistere e il valore di alcune sue componenti. E questo nonostante ci sia una politica che non rinuncia agli antichi vizi e irresponsabilmente rema contro la stabilità ricercata nell’attuale momento di crisi ed emergenza dal Governo e dal Presidente della Repubblica. C’è evidentemente un’Italia che funziona, che è in grado di esprimere una elevata qualità di azione. Insomma, “un’Italia che c’è”, è pronta. È da qui si può ripartire”.