Estate 2021, quanto mi costi? Forti rincari dei listini spiagge

L'estate rischia di diventare davvero cara per gli italiani, alle prese con il caro-benzina e i listini prezzi in crescita di gran parte degli stabilimenti balneari

L’estate rischia di diventare davvero cara per gli italiani, alle prese con il caro-benzina e i listini prezzi in crescita di gran parte degli stabilimenti balneari, per non citare il costo della villeggiatura, che evidenzia rincari importanti soprattutto per l’affitto di casa.

Ma veniamo all’aumento delle tariffe di ombrelloni, lettini & Co.: quanto sono cresciuti i prezzi e dove si sono avuti gli aumenti maggiori? A dare una risposta è una indagine di Altroconsumo che ha valutato, oltre al profilo economico, anche il tema “accessibilità” delle nostre spiagge.

Costo spiaggia: +17%

Secondo l’indagine, condotta su 200 stabilimenti balneari di 10 località di villeggiatura, l’aumento delle tariffe è pari in media al 17% rispetto a tre anni fa con un costo medio settimanale che si attesta a 182 euro. Sono poche le località in cui i prezzi sono rimasti invariati e grandi sono le differenze a livello geografico: si passa da aumenti dell’1-2% di Senigallia e Taormina ad un salasso del +32-34% in località ricercate come Gallipoli e Alghero.

Le località più care

Prendendo come base il costo medio per un ombrellone e due lettini nelle prime 4 file, Altroconsumo indica che nella città più cara, Alassio, si spendono 287 euro a settimana, seguita da Gallipoli con 267 euro e Viareggio con 256 euro. Due le località balneari che si distinguono per convenienza:  Rimini (115 euro) e Senigallia (122 euro).

Serve la caparra?

Al fine di non trovarsi sprovvisti di ombrellone all’arrivo delle vacanze, sono molti gli italiani che decidono di prenotare anticipatamente, ma almeno il 31% degli stabilimenti chiede una caparra al momento della prenotazione.

Ma cosa succede se poi il cliente è impossibilitato ad andare al mare per motivi legati alla pandemia? Il 77% delle strutture è disposto a restituire la caparra, ma il restante 23% o non lo è o deve ancora decidere. Risulta quindi fondamentale informarsi al momento della prenotazione per non rischiare brutte sorprese in caso di disdetta.

Carenze sull’accessibilità

Oltre ai profili più squisitamente economici, Altroconsumo è andato ad indagare il livello di preparazione degli stabilimenti per l’accoglienza di persone con disabilità. Ma è emerso che solo nel 51% dei casi una persona disabile che si muove in carrozzina ha accesso allo stabilimento e al mare.

Sul totale dei bagni intervistati il 9% ha sconsigliato la struttura: problematiche come la presenza di scalini, strade scoscese, assenza di rampe, rendono, infatti, davvero difficile l’accesso di una persona con disabilità a questi stabilimenti.

Al 91% che si dichiara pronto a ricevere questo tipo di clienti Altroconsumo ha posto alcune domande sull’ampiezza degli accessi alla struttura, sull’adeguatezza dei sanitari e sulla disponibilità di strutture che permettano di muoversi sulla sabbia e di entrare in acqua: ben il 95% ha un bagno ad hoc per persone con disabilità e il 59% mette a disposizione la carrozzina apposita per aiutare il cliente ad entrare in acqua o è pronto a recuperarne una. Il 41% non ne è provvisto me molti degli stabilimenti si dichiarano pronti a trovare soluzioni alternative per favorire l’accesso al mare.

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