Energia, il governo accelera sul carbone per dribblare la crisi del gas

Entro la fine della settimana il ministro Cingolani firmerà l'atto di indirizzo per portare le centrali termoelettriche alla massima potenza

Per far fronte ad una possibile crisi del gas in vista dell’inverno dopo lo stop delle forniture da parte della Russia sul tavolo del governo si fa largo l’ipotesi dell’aumento della produzione di energia da 6 centrali a carboneFusina, Brindisi, Torrevaldalica, Potovesme, Fiumesanto e Monfalcone – più quella a olio combustile di San Filippo Del Mela di A2A. Entro la fine della settimana, infatti, il ministro Cingolani firmerà l’atto di indirizzo che consente alle centrali termoelettriche di marciare a tutta potenza. Con un incremento che dovrebbe aumentare di un 20-25% le stime di produzione di energia dalle grandi centrali a carbone e a olio, già attese a una produzione più che doppia rispetto al 2021.

Meno gas per produrre energia elettrica

Il ministro Cingolani recentemente aveva preventivato per l’Italia un risparmio attorno a 4 miliardi di metri cubi di gas. Aumentare la produzione di energia elettrica con il carbone dovrebbe consentire un taglio dei consumi di metano per circa 1,5 miliardi, oltre un terzo del totale. Al risparmio di gas offerto dalle centrali termoelettriche corrisponderà però un contestuale aumento delle emissioni di CO2.

L’aumento delle emissioni

In passato Legambiente ha già stimato che ogni kWh prodotto dalle centrali a carbone italiane emette 857,3 grammi di anidride carbonica, più del doppio rispetto ai 379,7 di quelle a gas naturale, e a fronte delle emissioni zero delle centrali solari, eoliche, idroelettriche, geotermiche a biomasse. Il ministro dell’economia Daniele Franco, parlando a Cernobbio sabato, ha riconosciuto le contraddizioni che sta affrontando il governo sul tema energia: “Stiamo cercando di usare più carbone, che non è una bellissima cosa, ma nell’immediato ci aiuta”.

Il piano di risparmio del governo

Il Ministero della transizione ecologica ha intanto pubblicato il Regolamento per “realizzare da subito risparmi utili a livello europeo a prepararsi a eventuali interruzioni delle forniture di gas dalla Russia”. Tra le misure previste una riduzione di 1 grado per il riscaldamento degli edifici, da 17 con più o meno 2 gradi di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, da 19 con più o meno 2 gradi di tolleranza per tutti gli altri edifici. L’insieme del contributo atteso dalle misure adottate dal Mite assieme a misure comportamentali volontarie nell’uso efficiente dell’energia, si legge nel testo del Regolamento appena licenziato dal Mite, “porta ad una riduzione dei consumi coerente con il 15% del Regolamento UE, pari quindi almeno a 8,2 miliardi di Smc di gas naturale”.