Elezioni Quirinale e spread: quali scenari temono i mercati

Draghi rassicura gli investitori internazionali, ma periodi di stress politico possono far alzare il differenziale BTP-Bund

Le imminenti elezioni per il Presidente della Repubblica non serviranno solo a trovare l’inquilino del Quirinale per (si spera) i prossimi sette anni o per capire se l’attuale maggioranza di governo riuscirà ad arrivare a fine legislatura, ma anche per testare quanto gli investitori internazionali “credono” nell’Italia in un anno che si preannuncia molto caldo. Messi alle spalle i poderosi rialzi registrati sulle borse globali nel 2021, gli investitori si trovano ora a muoversi in un contesto di alta inflazione, politiche monetarie delle banche centrali meno favorevoli, più alta volatilità dei mercati, problemi persistenti alle catene di approvvigionamento e sul mercato del lavoro. Per quanto riguarda l’Italia, un’incertezza maggiore deriva dalle elezioni da cui dovrà uscire il successore di Mattarella: il loro esito è tutt’altro che scontato, e le banche d’affari di tutto il mondo si stanno interrogando sugli scenari possibili. Un “termometro” dei rischi associati al nostro paese continua a essere lo spread, ovvero il differenziale di rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni rispetto agli omologhi tedeschi. Se nei primi mesi del governo Draghi era sempre rimasto vicino ai 100 punti base, da novembre è iniziato lentamente a salire, assestandosi oggi sui 135 punti base.

In tutti gli scenari possibili, gli analisti internazionali sono concordi sul fatto che le elezioni anticipate sono l’esito da evitare e quello che potrebbe portare a un’impennata dello spread. Tuttavia, qualunque sia l’esito delle elezioni per il Quirinale, avvicinandosi al 2023 è probabile che l’instabilità all’interno del Parlamento italiano riemergerà, poiché i partiti competono per accaparrarsi una quota maggiore di elettori. “Le elezioni anticipate potrebbero essere dannose per l’attuazione delle riforme economiche dell’Italia e potrebbero portare all’aumento delle posizioni euroscettiche e a una rinnovata ondata di scontri con l’UE – scrivono gli analisti di Credit Suisse – Ciò potrebbe potenzialmente ritardare o addirittura eliminare i fondi che l’Italia dovrebbe ricevere nei prossimi anni nell’ambito del programma di ripresa post-pandemia dell’UE”.

Non solo elezioni: occhio alla BCE

“Non vedo un grande aumento dello spread in vista delle elezioni presidenziali in Italia, penso che il differenziale resterà più o meno sui livelli attuali”, ha affermato Sylvain Broyer, capo economista per l’Europa di di S&P Global Ratings. Fra le priorità per l’Italia, Broyer ha indicato quella di “non mettere a rischi l’attuale forte fiducia di imprese e famiglie”, un tema legato alla situazione politica. Ma “la nostra ipotesi base è che non ci sia un grande incentivo per andare a elezioni anticipate, siamo abbastanza fiduciosi in una situazione di continuità”. “Abbiamo visto un modesto aumento da ottobre, ma solo leggermente legato alle attese dei mercati sulle elezioni per il Quirinale“, ha aggiunto, specificando che l’allargamento del differenziale di rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli tedeschi è da collegare alle aspettative di un ridimensionamento degli acquisti di titoli da parte della Banca centrale europea (BCE).

Il rischio politico è presente

Più cauta Goldman Sachs, che sottolinea come storicamente i periodi di stress politico possono vedere una sotto-performance di 15-20 punti base dello spread italiano e che quindi il differenziale di rendimento tra il titolo di stato con scadenza a dieci anni italiano e l’omologo tedesco può portarsi a quota 150 punti base in concomitanza con l’elezione presidenziale. “Prevediamo che diversi venti contrari nel primo trimestre creeranno un ambiente difficile per gli spread sovrani – si legge in una nota della banca statunitense – dato il ridotto supporto del QE e l’aumento delle emissioni, riteniamo che l’ampliamento dello spread BTP-bund osservato nell’ultima settimana possa estendersi”. “Oltre a dinamiche di offerta meno favorevoli, è probabile che il rischio politico per i BTP aumenterà fino al primo turno delle elezioni presidenziali italiane del 24 gennaio”, viene aggiunto.

Importante non perdere slancio

DBRS Morningstar si dice “non eccessivamente preoccupata poiché il paese ha storicamente familiarità con le frequenti elezioni e l’instabilità del governo”. L’agenzia di rating sottolinea che il 2022 è un anno chiave per l’Italia, in quanto il governo ha il compito di raddoppiare gli obiettivi raggiunti nel 2021 per quanto riguarda il PNRR e le riforme collegate, con un gran numero di misure programmate per essere legiferate nel secondo trimestre dell’anno. “Alcuni ritardi nelle riforme sembrano inevitabili poiché le cose raramente funzionano come un orologio, ma lo slancio delle riforme è importante – si legge in un’analisi sul nostro paese – Sostenere i progressi con le riforme legislative e l’attuazione che portano a un maggiore potenziale di crescita potrebbe influenzare positivamente la sostenibilità del debito e, a sua volta, il rating creditizio dell’Italia”.