Dossier Alitalia: da gara deserta a nodo CIGS, a che punto siamo?

Nessuna offerta vincolante sul tavolo dei Commissari: ecco che succede ora

Il dossier Alitalia è, senza dubbio, tra i più caldi dell’autunno e, per giunta, somiglia sempre più ad un rompicapo.  Entro le 14 di ieri. lunedì 4 ottobre, erano attese sul  tavolo dei commissari le offerte vincolanti per lo storico brand della vecchia compagnia di bandiera ma, secondo quanto ricostruito da il Corriere della Sera la prima asta sarebbe andata deserta. Nessuna offerta vincolante, dunque, tantomeno da ITA  che, del resto, ha sempre giudicato il valore di partenza  fuori dal mercato.

La base d’asta, infatti,  fissata a 290 milioni di euro (oltre IVA e oneri fiscali ai sensi di legge), era già stata definita “irrealistica” dal presidente esecutivo di Ita, Alfredo Altavilla.

“Rende antieconomico l’investimento, non può valere tanto un marchio che ha caratterizzato un’azienda che ha perso tre miliardi e mezzo a livello operativo in 11 anni”, ha sottolineato il manager, per cui Ita ci penserà solo in caso di ribassi. Come prospettato alla vigilia, dunque, non si è fatto avanti nessuno in questa prima fase e si procederà con una seconda fase, che aprirà ad offerte con prezzi più bassi. Per gli esperti il marchio varrebbe al massimo tra i 145 e i 150 milioni di euro.

Gara e nodo stipendi

Come scrive il Sole24Ore, l’esito della gara per la cessione del marchio è legato a doppio filo lo stipendio del mese scorso dei lavoratori di Alitalia. Alla fine di settembre, infatti, i dipendenti hanno ricevuto solo metà dello stipendio. “Ci dispiace molto dovervi informare che gli stipendi del mese corrente saranno regolati al 50% con valuta lunedì 27 settembre, mentre il rimanente 50% vi verrà accreditato non appena avremo evidenza sull’esito del bando del marchio Alitalia”, avevano spiegato i commissari straordinari in una comunicazione inviata ai lavoratori prima di lunedì 27 settembre.

 

Verso proroga Cigs

Oggi, intanto, in programma al ministero del Lavoro il tavolo con i sindacati per la procedura di legge per la proroga della cigs di un anno, fino al 22 settembre 2022, già incardinata e richiesta mentre quella al 2023 deve essere indicata con una norma che il Ministro del Lavoro Orlando ha preannunciato lo scorso 1 ottobre.

 

ITA scalda i motori

Non si ferma, intanto, la protesta dei lavoratori con la compagnia in amministrazione straordinaria dal 2 maggio 2017 che  spegnerà i motori ufficialmente il prossimo 14 ottobre quando cederà il testimone a ITA, che decollerà il giorno dopo, con metà della flotta, 52 aerei, e solo 2.800 dipendenti rispetto ai 10.500 di Alitalia.

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