Dl aiuti, si va verso sconto benzina fino a fine settembre

Nuovo intervento da 12 miliardi in cui potrebbe trovare spazio anche un’ulteriore proroga del taglio di 30 centesimi delle accise sui carburanti.

Dovrebbe salire a 12-13 miliardi il decreto aiuti bis a cui lavora il governo, atteso in Consiglio dei ministri la settimana prossima ma già sul tavolo del Cdm domani, per studiare le coperture.

Il provvedimento servirà a prorogare fino a fine anno gli sconti sulle bollette alle famiglie, i crediti di imposta alle imprese, il taglio di 30 centesimi sulle accise dei carburanti per tirare il fiato fino a metà ottobre. Dovrebbe essere inoltre prorogato, ma il condizionale è d’obbligo, il bonus da 200 euro per i redditi sotto il tetto dei 35 mila euro. Il provvedimento sarà al centro degli incontri riprogrammati per domani e mercoledì tra il governo -al tavolo anche il premier Mario Draghi- e le parti sociali.

Avanti col taglio delle accise

Nel nuovo decreto aiuti potrebbe dunque trovare spazio anche un’ulteriore proroga del taglio di 30 centesimi delle accise sui carburanti. È quanto riportato da Ansa che cita “fonti qualificate”. Lo sconto è stato recentemente prorogato fino al 21 agosto e potrebbe ora essere esteso di una quarantina di giorni fino a fine settembre. In un primo tempo sembrava che la proroga non sarebbe stata inserita in questo provvedimento, dal momento che può comunque essere fatta con un un decreto interministeriale a ridosso della scadenza.

Iva pane e pasta

Il governo in uscita studia anche la possibilità di azzerare l’Iva su pane e pasta e ridurla dal 10 al 5% su carne e pesce, come ha confermato la vice ministra dell’Economia Laura Castelli. “E’ un piano concreto e eventualmente alternativo o aggiuntivo ai 200 euro – ha dichiarato a Radio 24 – si stanno valutando i costi di entrambe le misure e soprattutto quali siano le più impattanti sulla vita degli italiani, interverremo in questo senso nel decreto di luglio”.

“Si all’azzeramento dell’Iva su pane e pasta, ma la misura deve essere estesa a tutti i prodotti alimentari, perché non basta intervenire solo su tali beni”, ha commentato la notizia il Codacons. “L’elenco dei maxi-rincari che nell’ultimo periodo hanno interessato il comparto dell’alimentazione è lunghissimo, e rende necessario un intervento che abbracci tutti i beni alimentari“, ha spiegato l’associazione. “Oggi un chilo di pasta, in base ai dati Istat rielaborati dal Codacons, costa in media il 22,6% in più rispetto allo scorso anno, mentre il pane è rincarato dell’11,4%. Coinvolti dagli aumenti dei listini – ha aggiunto l’associazione – anche frutta, verdura, latticini, olio, acqua, tutti beni primari di cui le famiglie non possono fare a meno, e per questo si rende indispensabile un intervento volto ad abbattere l’Iva e riportare i prezzi al dettaglio alla normalità”