Dimissioni Draghi e scudo BCE, le incognite sullo spread

L'incertezza politica italiana porta forti tensioni sui mercati, che potrebbero aumentare in vista della relazione di Draghi alle camere del meeting della Banca centrale europea

In assenza della volontà di portare avanti l’attuale coalizione di governo fino alla scadenza originariamente prevista del maggio 2023, gli analisti sono concordi nell’aspettarsi un aumento dei rendimenti dei BTP italiani e un ampliamento degli spread, come successo in passato. Tuttavia, la reazione dei mercati è stata più cauta delle attese: la scarsa liquidità e l’imminente presentazione del nuovo scudo anti-spread della Banca centrale europea hanno contribuito a frenare le vendite. Questo momento è infatti particolare: Draghi riferirà alle camere nella giornata di mercoledì, mentre la BCE dovrebbe annunciare nel meeting di giovedì lo strumento anti-frammentazione a beneficio dei paesi più indebitati.

“È importante notare che lo strumento anti-frammentazione della BCE non è stato esplicitamente creato per compensare l’allargamento fondamentale o politico degli spread e che, quindi, l’eventuale successo dell’introduzione di uno strumento credibile nella riunione della prossima settimana non sarà benefica per i BTP, nel caso in cui nei prossimi giorni si voti la fiducia al governo”, fa notare Andy Mulliner, Head of Global Aggregate Strategies presso Janus Henderson.

Le tensioni su BTP e spread

L’incertezza politica italiana ha già portato tensioni sul mercato azionario e su quello obbligazionario negli scorsi giorni, con lo spread salito fino a 228 punti base. Si tratta del massimo delle ultime quattro settimane, ma è ancora inferiore ai 240 punti raggiunti nella prima metà di giungo, dopo che la Banca Centrale Europea ha comunicato il ritiro delle misure super accomodanti di politica monetaria, con l’obiettivo di combattere l’inflazione record.

“Una soluzione con Draghi a capo dell’esecutivo può diminuire le tensioni finanziarie e riportare lo spread a 200 punti base – commenta Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia – Draghi a Palazzo Chigi sarebbe una soluzione molto favorita dalle istituzioni europee e garantirebbe un processo più accelerato per il programma della BCE per evitare la frammentazione finanziaria all’interno dell’eurozona. Altre soluzioni potrebbero portare forti tensioni nel breve con uno spread BTP-Bund ben al di sopra dei 250 punti base che potrebbe spingersi anche verso i 300 punti base in caso di elezioni anticipate (che si terrebbero probabilmente in ottobre)”.

Economia e PNRR

La crisi del governo Draghi arriva in un momento comunque positivo per l’economia, con il PIL che potrebbe essere cresciuto oltre le attese e a un tasso superiore a quello degli altri paesi dell’area euro nel secondo trimestre. L’attività economica dovrebbe infatti aver accelerato, nonostante l’incremento dei costi energetici e le persistenti difficoltà nell’approvvigionamento di input intermedi, secondo le stime di Bankitalia. Sulla base della proiezione centrale dei modelli utilizzati dalla Banca centrale italiana, oggi è stato stimato che il PIL abbia registrato un aumento di circa mezzo punto percentuale sul periodo precedente.

Lo scenario di elezioni anticipate è quello più temuto dai mercati e le sue quotazioni sono in aumento. Mario Draghi ha segnalato che è determinato a dimettersi dalla carica di primo ministro italiano se non ha il sostegno di tutti i partiti che lo sostengono attualmente, quindi anche del Movimento 5 Stelle che ha innescato la crisi. Se l’Italia andasse alle elezioni in autunno, si troverebbe probabilmente di fronte a un governo molto diverso da quello attualmente guidato da Draghi, visto che i sondaggi suggeriscono che una coalizione di destra potrebbe ottenere la maggioranza.

“In caso di elezioni anticipate, riteniamo che l’accresciuta frammentazione politica riduca la probabilità che emerga una maggioranza politica con un’agenda che capovolga le politiche concordate e i piani di investimento del governo Draghi – afferma Alvise Lennkh-Yunus, analista di Scope Ratings – Inoltre, la prospettiva di ingenti fondi dell’UE nei prossimi anni dovrebbe fornire a tutte le parti un importante incentivo a continuare in generale ad attuare gli obiettivi e le pietre miliari concordati con la Commissione europea, indipendentemente dal governo che alla fine emergerà da questo periodo di transizione”.